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Calciomercato

Nuovo calciomercato dal 1 settembre al 5 ottobre? Ma ora il nodo è sulle scadenze del 30/6

Fermi tutti. Si riparte. Sì ma con quali regole e con quali tempistiche per quanto concerne il variegato mondo del calciomercato? Domande su domande, che ad ora non hanno una risposta certa. Il Consiglio Federale di ieri ha gettato benzina su fuoco, in un sistema che sta vivendo settimane di caos, indiscrezioni e punti interrogativi. La certezza, ad ora, è dettata dalla politica pallonara che vuole riprendere senza se e senza ma.

Una ripresa che andrà a condizionare e non poco anche la campagna trasferimenti estiva, visto e considerato che tante compagini di Serie B e Serie C (ma non solo, ndr) avevano iniziato a programmare la stagione 2020/2021.
Si gioca in estate e si fa mercato in autunno? Plausibile. La prossima stagione inizierà infatti il 1 settembre e proprio quel giorno potrebbe simboleggiare il via al mercato, con conclusione che si vocifera possa essere fissata intorno al 5 ottobre. Insomma, alcune giornate del prossima campionato di giocherebbero con la finestra delle trattative ancora aperte. Fino a poco tempo fa è stato così, si tornerà necessariamente un po’ all’antica.

Il primo grande coup de théâtre lo ha regalato la stessa FIGC nel comunicato reso noto ieri pomeriggio: “Nelle more della definizione dei nuovi termini di tesseramento per la stagione sportiva 2020/2021, che saranno stabiliti prossimamente, ha deliberato i termini di deposito dei contratti preliminari: dal 1 giugno al 31 agosto“. Sì ai contratti preliminari, quelli che calciatori in scadenza in questa stagione possono siglare solitamente a febbraio con effetti a partire dalla prossima – i quali potranno essere depositati fino al 31 agosto, data di termine della stagione sportiva 2019/2020, per poi diventare appunto effettivi dal primo settembre con l’inizio della stagione 2020/2021. Ma evitare di perdere propri calciatori durante l’attuale stagione al momento non è del tutto impossibile: da Fifa e Uefa sono arrivati suggerimenti su come gestire i casi dei prestiti e dei contratti in scadenza da prolungare, però ogni paese deve trovare regole al proprio interno e non è possibile formulare linee guida univoche. Un club detentore del cartellino, ad esempio, potrebbe decidere di non acconsentire alla proroga del prestito di un calciatore e non lasciarlo quindi nella società che ne avrebbe avuto diritto fino al 30 giugno. In tal caso, però non potrebbe indossare un’altra maglia, ma rientrerebbe alla base solo in termini di stipendio e dovrebbe stare fermo due mesi, per poi poter tornare in campo dal 1 settembre. Converrebbe al diretto interessato? Decisamente no. Ma qualche club intenzionato a fare scherzetti o a privare dirette avversarie di elementi validi, potrebbe sempre spuntare.

Nel dettaglio, la Salernitana ha nove giocatori in prestito, di cui sette dalla Lazio (Gondo, Lombardi, Cicerelli, Maistro, Kiyine, Karo e Dziczek), poi Jaroszynski dal Genoa e Capezzi dalla Sampdoria. Soprattutto tra Lotito e Lotito il dialogo non dovrebbe affatto essere complicato per assicurare a Ventura i sette anche fino al 31 agosto. Discorso simile anche con le genovesi, che non dovrebbero avere problemi a prolungare i prestiti. Resta l’interrogativo su chi dovrà però pagare i contratti, pare la società che ha avuto a disposizione il giocatore nel 2019/20. Ma se non raggiungesse un accordo per il taglio dei due mesi di stipendio, peraltro già proposto, si troverebbe a pagare delle mensilità maggiori rispetto a quanto concordato a inizio stagione. A quel punto interverrebbero i club detentori del cartellino, che in condizioni normali avrebbero dovuto garantire lo stipendio almeno di luglio? Questione da vedere anche con l’Assocalciatori che ieri non ha affatto preso bene una parte dell’esito del consiglio federale (clicca qui per leggere l’articolo). Ci sono poi le questioni dei contratti in scadenza. Nella Salernitana è il caso di Lazzari, Russo, Heurtaux e Mantovani, oltre al fuori rosa Rosina. Per tutti potranno scattare altri due mesi di vincolo ma solo nel caso di alcuni potrà essere più facile accordarsi per il taglio dei famigerati due mesi, magari con la sottoscrizione di un rinnovo. Anche qui, discorso simile ai prestiti: se un calciatore in scadenza dovesse essersi già accordato con altri club, potrebbe lasciare quello precedente e accasarsi alla nuova società, con la quale però non potrebbe giocare prima dell’1 settembre.

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