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Tutino, micidiale uno-due ad Ascoli. Che risposte dai “rincalzi”!

Ascoli si conferma campo storicamente amico dei colori granata, la Salernitana ritrova il successo e la classifica torna a strizzare l’occhio malgrado l’exploit del Monza al Bentegodi contro il Chievo. Infine il sollievo dopo lo spavento per le condizioni di Patryk Dziczek: il polacco ha accusato un malore in campo facendo calare il gelo sul Del Duca. L’assoluta e risolutoria prontezza dei soccorsi ha scongiurato il peggio: al giovane centrocampista granata gli auguri di pronta guarigione e di un veloce ritorno all’attività agonistica. Si spera senza ulteriori intoppi e spaventi.

Un uno-due micidiale quello della Castori band, agevolata dall’inconsistenza – per usare un complimento – della difesa marchigiana. E così le rimesse laterali di Jaroszynski, ancora una volta schierato quinto a sinistra perseverando su uno spartito tattico sulla carta eccessivamente prudenziale, diventano lo spauracchio della svagata retroguardia bianconera. Sorride Gennaro Tutino, capace in un sol colpo di dimenticare il penalty fallito col Vicenza e di raggiungere la doppia cifra in campionato con una doppietta. Sulla doppia firma dell’attaccante partenopeo, recentemente entrato nella scuderia di Mario Giuffredi, c’è la grossa, enorme complicità dei difensori di Sottil, D’Orazio prima e Quaranta e Brosco poi. Nella ripresa Gennarino avrebbe potuto ulteriormente arrotondare il bottino centrando in pieno una traversa e non capitalizzando un’altra chance potenzialmente molto interessante.

Scelleratezze difensive dell’Ascoli a parte, l’ex attaccante di Verona ed Empoli è apparso molto motivato ed a suo agio in coppia con Cedric Gondo. L’ivoriano ha sostituito l’acciaccato Milan Djuric, lasciato in panchina a rifiatare, duettando bene con Tutino ma talvolta incaponendosi nella ricerca della giocata personale. Castori nella ripresa ha tirato la coperta inserendo Kiyine per l’ex Rieti. Mossa infruttuosa che ha indotto il tecnico granata a correre frettolosamente ai ripari lanciando nella mischia il bosniaco quando il baricentro granata stava arretrando pericolosamente facendo guadagnare campo e fiducia all’Ascoli. Da rivedere, ancora una volta, l’approccio al match del marocchino cui la fugace e illusoria esperienza biancoceleste ha fatto probabilmente perdere contatto e misura con la realtà della cadetteria. Pimpante la prova di Leonardo Capezzi, in crescita anche la prova di Coulibaly.

Una vittoria meritata anche se la Salernitana avrebbe dovuto mandare al tappeto l’Ascoli, completamente allo sbando, chiudendo i giochi già prima dell’intervallo. Doverosa chiosa finale per la prestazione di Marius Adamonis: il giovane lituano ha fatto appieno il proprio dovere, seppur non particolarmente impegnato dai punteri ascolani. Un paio di interventi su Sabiri e Dionisi, tutto sommato ordinaria amministrazione. Novanta minuti per rompere il ghiaccio e meritarsi i galloni di vice Belec considerando che Micai è ormai destinato a continuare la sua esperienza a Salerno da turista per sempre.

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