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Pagni racconta il “suo” Liverani: “Sa leggere le situazioni in anticipo. Sono un fan di Ventura”

Purtroppo nel calcio non serve solo vincere, c’è bisogno anche di un pizzico di fortuna. E la sorte nelle ultime stagioni ha un po’ voltato le spalle all’ex direttore generale del Salerno Calcio Danilo Pagni. Il dirigente calabrese è reduce dalla vittoria della Coppa Italia di Serie C con la Viterbese, eppure è di nuovo senza squadra. Problemi societari hanno costretto Pagni all’addio, purtroppo una costante nella sua carriera. Il suo ricco palmares però gli permette di guardarsi intorno con fiducia, in attesa di una chiamata che sicuramente arriverà presto: “Ma ne deve valere la pena, con persone semplici e vere”, il commento di Pagni ormai consapevole che nel calcio non c’è mai certezza del futuro.

Tra le tante scoperte di Pagni c’è anche Fabio Liverani mister, il prossimo tecnico che affronterà la Salernitana. L’ex regista della Lazio ha portato il Lecce in Serie A con il doppio salto di categoria e domenica farà il suo esordio stagionale proprio contro il cavalluccio. Sarà una bella sfida in panchina con Ventura, Liverani è agli inizi della sua carriera e questo può essere per lui l’anno della consacrazione: “Liverani aveva già iniziato un’esperienza positiva con il Genoa vincendo il derby, poi per motivi che non conosco si interruppe il rapporto – racconta Pagni in esclusiva ai nostri microfoni – Poi ebbe un’altra breve esperienza in terza divisione, rimanendo quindi congelato. Quando c’è stato il ribaltone Gautieri a Terni dove ero direttore si è presentato al Liberati con l’umiltà di chi sapeva che doveva dimostrare, con l’astuzia e la furbizia che aveva da calciatore. Lui era un metronomo e un play, leggeva le situazioni prima degli altri e così fa da allenatore. La qualità principale è quella di trovare la chiave con ognuno dei suoi calciatori ottimizzando tutte le risorse”.

Un tecnico dal futuro certo, che amava giocare a calcio e adesso prova a rivedere dalla panchina quelle geometrie che lo hanno reso uno dei registi più forti degli ultimi decenni in Italia: “Liverani gioca con il trequartista, gli piace che i suoi giocatori si muovano senza palla e si vadano a ritagliare lo spazio per giocarla. Poi è uno che durante la partita guida molto la squadra dalla panchina. Gli piace vincere attraverso il gioco, ma non ci sono similitudini con Ventura”.

Ed è proprio la sfida con l’ex cittì della Nazionale uno dei temi caldi della partita di domenica sera, con Ventura che sta sempre più plasmando la Salernitana: “Sono stato sempre un appassionato di Ventura, mi ha affascinato e intrigato quando giocava con il 4-2-4 ed è stato oggetto di studio da parte di molti tecnici. Dopo ha avuto delle esperienze non positive, ma io ricordo bene quel Ventura e me lo tengo stretto. È la scelta giusta per la Salernitana? Sicuramente anche Colantuono sulla carta era un ottimo allenatore, però i risultati dipendono da troppi fattori. Non è un uomo solo che vince, è il noi che vince”.

In Serie B è sempre il gruppo a fare la differenza. A dieci giorni dall’esordio in campionato, i granata hanno fissato come obiettivo il raggiungimento dei playoff. Ma la concorrenza è folta: “Il Benevento è la favorita ancora una volta, ha cambiato molto ma non può farsi sfuggire anche questo torneo. Poi naturalmente c’è l’Empoli: Corsi è diventato un moderno Lillo Foti, chapeaux. Vedo bene il Perugia anche se negli ultimi anni non è riuscito a raggiungere i playoff, mi piace molto la gestione Santopadre. La sorpresa del campionato invece sarà Salvatore Esposito, play del Chievo Verona. È un classe 2000 ed è già nazionale”.

Pagni inizierà la stagione in attesa di una chiamata, ma con fiducia e ambizione: “Mi metto sempre in discussione portando sempre i risultati a casa. Io ho lavorato in B e ho dimostrato insieme a tutto lo staff di fare cose egregie, il miracolo Terni parla chiaro. Poi le altre categorie le ho fatte e le ho vinte, aspettiamo una chiamata ma solo se ne vale la pena e con persone semplici e vere. Ma intanto forza cavalluccio”.

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