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Un “comandante” per invertire la rotta: la peggior difesa della A si affida a Federico Fazio

Peggior attacco e peggior difesa: i numeri della Salernitana pre-calciomercato sono preoccupanti e tali da giustificare quel 7% di possibilità residue che nessuno vuole leggere come una sentenza anticipata ma che diventa elemento motivazionale per una “mission impossible”. Serviva una terapia d’urto, una cura imponente per recuperare il terreno perduto, specie ora che qualche concorrente ha iniziato a fare punti, allontanandosi dalle sabbie mobili. Sabatini sa bene che è la spina dorsale di una squadra a determinare le sorti nel momento del bisogno ed è per questo che ha deciso di puntare su un autentico specialista della difesa perché prendere reti a grappoli è la strada più veloce per tornare in cadetteria.

La Salernitana ha la retroguardia più vulnerabile del torneo con 53 reti al passivo, ed ha il suo leader del reparto nel girone di andata (Strandberg) ko per infortunio e costretto ad un percorso di recupero personalizzato nella sua Norvegia che lo ha portato ad andare fuori lista.

Il corteggiamento di Sabatini al suo pupillo Federico Fazio ha avuto un esito positivo, ed al netto del lungo periodo lontano da gare ufficiali, la Salernitana si è assicurata le prestazioni di un calciatore abituato a vestire le casacche di top team europei, come Siviglia, Tottenham e Roma, con 10 presenze ed un gol anche nella nazionale argentina. Per Fazio, oltre alle motivazioni sportive e professionali, c’è un legame personale con la città di Salerno che costituisce un motivo in più per centrare una salvezza che entrerebbe di diritto tra le imprese sportive del calcio italiano. Contro lo Spezia potrebbe fare il suo esordio con la maglia numero 17 sulle spalle: il suo ultimo match risale al 25 aprile 2021 nella sconfitta di Cagliari per 3-2, sfida nel quale, tra l’altro, realizzò anche il suo primo e unico gol stagionale con un colpo di testa su assistenza di Carles Perez. Poi tanti mesi di allenamento in solitaria a Trigoria, lontano dalle idee di Mourinho e da convocazioni ufficiali.

Il “condottiero” è pronto a guidare di nuovo una difesa, e magari trasformarla da groviera a pacchetto maggiormente impermeabile e solido in attesa di un risveglio anche del reparto offensivo.

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