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UFFICIALE. Ecco Djavan Anderson: identikit tecnico-tattico del nuovo esterno granata

Adesso è finalmente ufficiale, Djavan Anderson è un nuovo calciatore della Salernitana. Dopo il periodo di prova alla Lazio, l’esterno di origini giamaicane arriva in prestito alla Salernitana come recita il comunicato ufficiale pubblicato sul sito del club: “L’U.S. Salernitana 1919 comunica di aver raggiunto l’accordo con la S.S. Lazio per il trasferimento a titolo temporaneo del difensore classe ’95 Djavan Anderson”.

Quando è arrivato a Bari lo scorso anno, dopo aver fatto in Olanda tutta la trafila dei campionati giovanili e qualche apparizione in Eredivisie (massima serie olandese) e Jupiter League (serie B), Djavan Anderson era considerato una sorta di oggetto misterioso calcistico tutto da scoprire. Scetticismo giustificato inizialmente anche dalle scelte di mister Grosso, il quale, dopo avergli fatto vedere il campo per soli dieci minuti nelle prime dodici partite del girone d’andata, schierò titolare il ragazzo proprio nella trasferta di Salerno. Anderson, calciatore di nazionalità olandese ma di origine giamaicana, per nulla intimorito, sfoderò all’Arechi una prestazione di grande intensità atletica sulla fascia destra, giocando da esterno intermedio e mettendo in mostra spunti tecnici notevoli ed abilità nell’uno contro uno.

Per larghi tratti della gara fu un punto di riferimento per la sua squadra, grazie alla capacità di proporsi nei tempi giusti, di spingere con continuità, puntare l’uomo ed arrivare sul fondo per crossare invitanti palloni nell’area di rigore avversaria. Prestazione volitiva, a tratti incontenibile, che impressionò anche il tecnico barese, il quale a partire da quel momento ha concesso tante altre opportunità al ventitreenne neo granata. Il bilancio finale è stato decisamente soddisfacente (19 gare giocate, 2 reti fatte ed 1 assist vincente), soprattutto in relazione alle difficoltà iniziali vissute all’interno della compagine pugliese. Dati numerici accompagnati dal giudizio quasi unanime degli addetti ai lavori, che hanno giudicato Anderson uno dei migliori esterni di spinta del campionato cadetto.

Con lo svincolo ottenuto in seguito al fallimento del Bari di Giancaspro, sul laterale olandese si erano fiondati tanti club cadetti e qualcuno di massima serie, ma a spuntarla è stata la Lazio che gli ha fatto firmare un contratto quinquennale, prima di spedirlo a Salerno per permettergli di maturare ulteriormente. Perché adesso, dopo aver impressionato tutti favorevolmente, viene il bello ma anche il difficile, con gli avversari che non saranno più sorpresi e lavoreranno per limitare l’ incisività calcistica del neo calciatore granata. Ma Anderson dovrà essere esigente soprattutto con se stesso, per evitare che le sue grandi qualità atletiche e tecniche siano a volte imbrigliate da qualche pausa mentale evitabile. Rifiniture e crescite che dovranno avvenire soprattutto sul piano difensivo, mentre in fase attiva il ragazzo dovrà semplicemente essere guidato dalla sana ambizione di imporsi nel calcio che conta.

Ha tutto per riuscirci: corsa, tecnica di base importante, resistenza atletica, carisma nel tentare sempre la giocata, discreta imprevedibilità nell’uno contro uno. Colantuono probabilmente lo impiegherà soprattutto da quinto di destra, magari per sfruttarne i cross calibrati che dovranno essere trasformati in reti pesanti dall’ariete di turno (Djuric o Vuletich). Per concludere, volendo trasferire il tutto sul piano delle formule calcistiche, Anderson può giocare nel 4-4-2 da esterno basso di spinta ma anche indossando i panni di laterale della linea mediana. Nel 3-5-2, modulo caro al tecnico granata, il ragazzo agirà invece soprattutto da esterno intermedio (di destra ma all’occorrenza anche a sinistra), nel tentativo di risultare spesso devastante con i suoi raid nella metà campo rivale. Infine, non sono da sottovalutare altre sue possibili funzioni calcistiche, facilitate dalla corsa fluida e da un tasso tecnico significativo. Tanto campato in aria, infatti, non sembrerebbe un suo impiego da esterno alto nel 4-3-3, così come tutt’altro che remota appare una sua utilizzazione da mezzala (3-5-2/4-3-3/4-3-1-2) o addirittura da mezzapunta alle spalle di un ariete (3-5-1-1/4-3-2-1).

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