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Quattro disponibili per i granata, domani all’Arechi solo arbitri e il Venezia

Allo stato attuale e al di là della concessione o meno di un rinvio da parte della Lega Serie A (che a ieri sera sembrava improbabile, ma la situazione contagi coinvolge anche altre società e tutto è in evoluzione), domani la Salernitana non si presenterà all’Arechi per il match contro il Venezia. Sono 23, come è noto, i calciatori indisponibili tra positivi al Covid (9) e contatti stretti messi in quarantena. Solo quattro calciatori sono stati esentati dall’isolamento e teoricamente potrebbero scendere in campo: uno si è recentemente negativizzato, gli altri tre hanno completato il ciclo vaccinale da non più di 120 giorni.

L’Asl può intervenire solo nel caso di un contagio esteso, quindi di un vero e proprio focolaio come è stato ritenuto quello della Salernitana. Che oggi si è vista “certificare” la quarantena pure per 10 elementi della squadra Primavera, protagonista due giorni fa di un test amichevole con la prima squadra che ha visto in campo calciatori poi risultati positivi. Insomma, anche volendo pensare di ricorrere ai ragazzini per raggiungere gli undici da mandare in campo, Colantuono non sa da che parte girarsi: i granata saranno impossibilitati a scendere in campo. Sarebbe stato, in ogni caso, ingeneroso esporre i baby a una probabile figuraccia.

Biglietti validi per domani. Per chi ha acquistato il tagliando ad apertura di prevendita, ignaro di quel che sarebbe accaduto in seguito, l’impianto sarà aperto. Ma allo stadio ci saranno solo arbitri e il Venezia, che oggi ribadirà per bocca dell’allenatore Paolo Zanetti la sua decisione di partire (conferenza del tecnico nel pomeriggio, ndR). La Salernitana, paradossalmente, si ritroverà ad organizzare un evento a cui non potrà partecipare, con tutte le spese del caso (apertura stadio, steward, personale vario, proprio come se si giocasse). Tecnicamente, come detto, anche il tifoso potrebbe accedere all’impianto, se munito di biglietto. Dovrebbe essere previsto, però, il rimborso del costo sostenuto, oppure la riemissione del tagliando in modo gratuito in occasione dell’eventuale partita di recupero, se e quando la giustizia sportiva lo accorderà.

Cosa accadrà? La Salernitana e il suo avvocato nella questione, Eduardo Chiacchio, attendono ancora il pronunciamento del giudice sportivo sulla mancata trasferta di Udine del 21 dicembre. Probabilmente sarà tenuta in considerazione la giurisprudenza fatta l’anno scorso con casi analoghi. Se così non fosse, ci sarebbe la sconfitta a tavolino con necessità poi di ricorrere ai tre gradi di giudizio per arrivare, probabilmente, alla disputa della partita. Il presidente Gravina nell’ultimo Consiglio Federale del 21 dicembre fu chiaro sull’argomento Covid, poi passato in secondo piano vista la maggiore importanza che in quei giorni veniva giustamente data alle scadenze per la cessione societaria: “C’è stata una decisione in sede di Collegio di Garanzia del Coni (riferimento allo scorso anno, Juve-Napoli, ndR) che ha dato in maniera molto chiara grande peso e grande rilevanza ai provvedimenti delle Asl, abbiamo chiesto attività di coordinamento a livello nazionale, purtroppo non abbiamo avuto risposta. I nostri protocolli sono noti a tutti, ma quando interviene un’autorità locale credo diventi veramente complicato pensare di attivare meccanismi diversi che vanno a confutare qualunque tipo di decisione del genere. Auspichiamo che in tempi rapidi si arrivi a una regressione di questa situazione pandemica e che il calcio possa vivere più serenamente. Con il problema delle Asl possiamo fare poco: oggi intervengono in maniera abbastanza diffusa, su questo abbiamo avuto già decisioni collegio di Garanzia e non possiamo intervenire. La cosa riguarda anche altre federazioni”.

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