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Vendere e ricalibrare: la strategia di Iervolino per una B competitiva. Presto conferenza del patron?

Si riparte. Il tempo di acquisire l’inevitabile bollino dell’aritmetica retrocessione e Danilo Iervolino dovrebbe convocare una conferenza stampa per ripercorrere cause del disastro, ammettere (ed assegnare) relative responsabilità ma soprattutto guardare avanti e illustrare i piani per la stagione 2024/25. Benché qualcuno abbia probabilmente forzato la mano per mettere in vendita il club, la Salernitana resterà nelle sue mani. Scambiare una comprensibile amarezza con conseguente calo di entusiasmo per la retrocessione (unitamente alla volontà di non sperperare più denaro ma rendere la vita del club quasi autosostenibile) per una ferma volontà di passare la mano è stata una forzatura della solita Salerno ciarliera. Certo, il patron non ha mai nascosto di essere disponibile ad ascoltare eventuali proposte di possibili acquirenti seri. Qualcuno si è avvicinato ed è stato rispedito a casa. Da qui a parlare di cartello “vendesi”, ce ne vuole. Tant’è.

I piani

Come già detto nei giorni scorsi (clicca qui per leggere), dopo aver ormai metabolizzato la cocente delusione della retrocessione con la consapevolezza di aver gettato alle ortiche una ghiotta chance per consolidarsi in categoria, Iervolino si è messo al lavoro per pianificare la prossima stagione. Ha incontrato l’ad Milan, immaginato strategie tecniche ed esaminato il piano industriale per una risalita in uno, due, tre anni – a seconda di introiti e investimenti – che non potrà prescindere dalla gestione virtuosa e con minori perdite già invocata dallo stesso presidente in tempi non sospetti. La Salernitana allestirà una rosa competitiva per il prossimo torneo. La figuraccia tecnica non passa inosservata e a Iervolino non piace perdere. Dovrà imparare dagli errori e muoversi per tempo con l’individuazione di figure manageriali che possano sposare le sue idee ma che necessiteranno anche di avere massima fiducia e larghi margini operativi con un budget ben definito.

Esso dipenderà non solo dal paracadute (20 milioni netti in caso di retrocessione del Frosinone insieme ad un’altra con i granata, 16 se venissero giù tre squadre con tre anni in A negli ultimi 4; cifra già depurata dalle percentuali che sarà obbligatorio corrispondere alla Lega B a titolo di contributo di solidarietà e depositare nel conto trasferimenti Lega) ma anche dalle cessioni. Il fatto di essere retrocessi ad aprile può agevolare la società in questo, avviando dialoghi con altri club italiani e internazionali per vendere subito i pezzi più pregiati di una rosa che, al netto dell’annata fallimentare, ha al suo interno singoli comunque di valore e ricercati. Iervolino non dovrebbe attendere la fine del campionato e Milan-Salernitana per parlare apertamente alla stampa e alla città: ai primi di maggio potrebbe esserci un appuntamento importante per tranquillizzare la piazza e dare ai tifosi la visione del futuro in salsa granata.

Le cessioni

Boulaye Dia è un caso a parte e si attenderà la decisione del collegio arbitrale, che non arriverà prima di fine maggio (il 30 aprile prima udienza). Il potenziale incasso dalla cessione dell’attaccante – se avverrà – oscilla troppo e va messo in stand by. Iervolino non tratterrà chi ha mercato in massima serie. Giusto non ripetere gli sbagli fatti proprio con il senegalese e monetizzare il più possibile, che non vuol dire svendere. Lorenzo Pirola e Loum Tchaouna sono i gioiellini più in vista, anche per via della loro carta d’identità. Non è passata inosservata la presenza di Alberto Bianchi – club manager della Lazio – in occasione della partita contro la Fiorentina all’Arechi.

Discussioni già avviate con il sodalizio capitolino, che ha dato già una mano alla Salernitana in questa stagione dapprima accogliendo Sepe (pur pagato per metà dai granata) per fargli fare il terzo portiere e togliere una grana in rosa a Sousa, col quale aveva rotto, e poi cedendo Basic in prestito gratuito a gennaio. Inevitabilmente il cavalluccio marino sarà chiamato in qualche modo a ricambiare il favore quantomeno dando un diritto di prelazione agli ex Lotito e Fabiani, che seguono il capitano dell’Under 21 e l’esterno francese ma hanno messo gli occhi pure su Dia. Difficile che possa chiudersi un pacchetto comprendente tutti e tre, anche perché il Newcastle è stato tra i primi a mettere nel mirino Pirola, facendolo osservare dal suo team addirittura da vicino nel corso del campionato (clicca qui per leggere l’articolo). Il difensore sarebbe valutato 30 milioni da Iervolino ma l’affare si potrebbe chiudere anche con qualcosa in meno. Gli inglesi avrebbero sul taccuino anche il nome di Lassana Coulibaly. Per Tchaouna, oltre alle sirene italiane e tedesche da Stoccarda (clicca qui per leggere l’articolo) si sarebbe inserito anche il Brighton, che tuttavia non avrà più De Zerbi in panchina l’anno prossimo. Hanno mercato anche Bradaric, Kastanos e Maggiore (ma non è detto che partano tutti) mentre Daniliuc dovrebbe essere riscattato dal Salisburgo (7 milioni). Per i riscatti di Lovato (Torino) e Mamadou Coulibaly (Palermo) tutto in stand by ancora, non c’è nulla di certo. Bohinen è già virtualmente un ex: sarà riscattato obbligatoriamente dal Genoa (2 milioni).

Se la Salernitana riuscisse a racimolare una quarantina di milioni sul mercato dalle cessioni, potrebbe più tranquillamente pensare all’allestimento di una rosa di categoria e allo smaltimento dei fardelli difficili da piazzare altrove. Al rientrante Sepe si potrebbe chiedere di rifare parte del progetto magari spalmando il contratto pesante (1,2 milioni). Indecifrabile la posizione di Bonazzoli, che guadagna tantissimo e non si è lasciato benissimo con l’ambiente. Di rientro pure Valencia, che con Simy e Mikael costituisce un gruppo di elementi molto ben pagati ma dalla scarsa resa. Via Ochoa, Costil, Fazio, Boateng, Manolas per scadenza di contratto, oltre ai tanti prestiti, anche Candreva è in odore di partenza.

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