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Porta “aperta” da cinque gare di fila: reparto difensivo da registrare in vista dei playoff

La fase difensiva resta il tallone d’Achille della Salernitana, soprattutto alla luce delle ultime cinque partite. I numeri parlano di nove gol subiti in questo arco di gare e di un clean sheet che manca dalla gara di Crotone dello scorso 15 marzo, quando Cosmi schierò la linea a quattro. Un segnale che, in vista dei playoff, richiede attenzione.

Nel complesso, le reti incassate sono 41. Un dato che pesa, soprattutto se confrontato con quello delle dirette concorrenti: il Catania, ad esempio, ha subito 24 gol, ben 17 in meno, ed ha la miglior difesa. Seguono poi Benevento a 26 e Cosenza a 39. Ma è entrando nel dettaglio che emergono indicazioni ancora più significative. La Salernitana ha concesso 25 gol in trasferta contro i 16 subiti in casa, evidenziando una maggiore fragilità lontano dal proprio pubblico (in questo senso le 5 reti incassate quattro giornate fa a Potenza sono un campanello d’allarme). A questo si aggiungono anche un altro dato rilevante: 9 gol presi nel primo quarto d’ora di gara e 8 incassate negli ultimi 15-20 minuti di partita. Una percentuale consistente, che porta a riflettere sulla gestione sia dei primi minuti, quelli in cui si prendono le misure agli avversari, sia dei finali, tra cali di concentrazione, energie che vengono meno e difficoltà nel mantenere ordine e distanze tra i reparti.

Un ulteriore elemento riguarda gli errori individuali e le disattenzioni, che incidono per circa il 25% dei gol subiti (all’incirca una decina). Episodi che, spesso, nascono da letture non perfette, marcature non sempre puntuali o scelte affrettate nei momenti delicati. Non si tratta di un problema costante, ma abbastanza frequente da influire sull’equilibrio complessivo. Anche dal punto di vista degli interpreti, la sensazione è quella di una continuità difficile da trovare.

Donnarumma, sempre impiegato fin qui, ha mantenuto la porta inviolata in 11 occasioni; Dini (Catania) e Vannucchi (Benevento) sono rispettivamente a 22 e 17. Davanti a lui, la linea a tre con Arena, Golemic e Anastasio, è stata impiegata nelle ultime due pare con Trapani e Picerno. Col Benevento, assieme a Golemic e Anastasio c’era Berra; a Potenza linea con Cabianca, Matino e Anastasio. In casa con l’Altamura giocarono Matino, Golemic e Anastasio. In vista dei playoff, il quadro è piuttosto chiaro: serve maggiore solidità, ma soprattutto attenzione nei dettagli. Ridurre gli errori, gestire meglio i finali di gara e trovare continuità nei meccanismi difensivi saranno aspetti decisivi per affrontare al meglio le sfide da dentro o fuori della post season, dove anche un gol subito in meno potrà fare la differenza in chiave qualificazione.

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