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Pagellone Salernitana-Torino: Botheim inesistente, si salvano Cabral e Martegani

OCHOA 5. L’anno scorso fece impazzire il Toro prendendole tutte, stavolta becca tre gol. Incolpevole sul gol di Buongiorno, poteva forse essere più vicino ai suoi standard sul secondo e sul terzo. Stenta nelle uscite.

LOVATO 5. In difficoltà sul corpo a corpo con Radonjic, un filo meglio nelle letture a palla lontana.

GYOMBER 5,5. Fronteggia il più potente Zapata con coraggio e senso dell’anticipo però è troppo spesso costretto a ricorrere al fallo. Il cartellino giallo lo condiziona, va fuori all’intervallo perché ammonito. (dall’1′ st IKWUEMESI 5,5. Di incoraggiamento. Prova a combattere e non si muove malissimo, sebbene non riesca a imporsi nelle maglie della retroguardia avversaria. Ci prova di testa nel finale. Deve affinare molte cose ma dimostra di essere molto più presente di Botheim).

PIROLA 5. Va in difficoltà negli incontri ravvicinati con Seck e Zapata. Erroraccio sul gol torinista poi annullato dal var.

MAZZOCCHI 5,5. Sembra tornato quello dei tempi migliori e nei primi 40′ è il più vispo. Accelera, si propone, mette agonismo e cerca anche la conclusione dal limite. Sbaglia clamorosamente sul raddoppio piemontese: “stoppa” il pallone (in ritardo) a Radonjic e poi non riesce a opporsi al tiro. Non segue l’avversario anche sul terzo gol. Chiude a sinistra ma cerca di tenere sempre alto il tasso agonistico fino alla fine.

BOHINEN 5. Sousa in settimana lo avrà certamente responsabilizzato, data l’assenza di Lassana. Inizia bene ed aggredisce tutto e tutti. Suo malgrado, tiene in gioco Buongiorno sul gol torinista. Si eclissa progressivamente. (dall’1’st MARTEGANI 6. Alla luce della determinazione e della lucidità di gestione dei palloni, probabilmente è stato un errore farlo partire ancora dalla panchina. Cerca di costruire senza paura nel poco ordine del secondo tempo).

LEGOWSKI 5. Il dinamismo c’è, le idee palla al piede latitano però combatte lì in mezzo per quel che può fare un 2003 alla terza presenza in Serie A. Si intravedono qualità interessanti ma avrebbe bisogno di tempo per adattarsi e di una guida esperta al fianco. Bellanova gli va via troppo facilmente sull’azione dello 0-3. (dal 21′ st KASTANOS 5,5. Entra e si piazza a destra. Cerca di dare brio per quanto possibile in un momento tutt’altro che facile, poi si perde nella mediocrità generale).

BRADARIC 5,5. Più timido nel primo tempo rispetto a Mazzocchi. Dalle sue parti scavalla Bellanova e la situazione non è facilmente gestibile. Nel secondo tempo inizia come braccetto mancino (dal 22′ st FAZIO 4,5. Frittatona su Zapata, Radonjic grazia lui e Ochoa. Tanti errori nei disimpegni. Almeno ci prova di testa a 7′ dal termine).

CANDREVA 5,5. Si presenta con un aggancio d’alta scuola ma il tiro non gira. Predica nel deserto, si sbraccia. Eppure è sempre presente nelle azioni potenzialmente pericolose: serve con intelligenza a Jovane Cabral la sfera che si stampa sul legno a pochi secondi dall’intervallo. A inizio ripresa pecca di egoismo e si spegne.

CABRAL 6. Sousa lo ripropone dall’inizio dopo una sorta di “ibernazione” durante la sosta per recuperare le energie con la crioterapia. Baricentro basso e muscoli per slalomeggiare: qualche spunto in avvio, poi una palla persa sanguinosamente e la fiammata di fine primo tempo col palo clamoroso, il secondo in due partite dopo quello di Lecce. Ci prova da fuori anche nella ripresa, è volitivo e resta in campo di nuovo 90′ nonostante gli acciacchi.

BOTHEIM 4. Non c’è, getta via l’ennesima occasione. Non riesce a fare reparto, non detta il passaggio, non dà peso in area, non attacca il primo palo. Non è una prima punta. Buongiorno gli mette il guinzaglio e lo porta a spasso. È pure sfortunato allo scadere del primo tempo quando la carambola proveniente dal palo colpito da Cabral è talmente forte che lo sorprende e non gli dà il tempo di indirizzare in porta un pallone che invece s’impenna goffamente sul fondo. (dall’1′ st TCHAOUNA 5,5. Non cambia passo ma cerca troppo spesso il numero. Serve concretezza. Come per Legowski: ha qualità tecniche molto interessanti ma nel contesto attuale della Salernitana non si può pretendere che sia lui a prendere per mano la squadra).

ALL: SOUSA 5. Perde per la prima volta due partite consecutive da quando allena la Salernitana. Riporta Mazzocchi nell’undici titolare e si affida a Cabral con Candreva alle spalle di Botheim lasciando fuori Kastanos.  Primo quarto d’ora incoraggiante, poi però al vantaggio ospite la squadra si scioglie come neve al sole. Il norvegese in attacco non riesce proprio a dare peso e alla mancanza di pericolosità offensiva si uniscono disattenzioni difensive e malasorte. Nell’intervallo cambia quasi tutto: dentro tre calciatori offensivi come Martegani, Tchaouna e Ikwuemesi, il modulo resta 3-4-2-1 ma adatta Bradaric braccetto e piazza Cabral a sinistra, sostituendo l’ammonito Gyomber. Al pronti-via del secondo tempo il Torino fa il tris e il var annulla il quarto. Qualche bagliore qua e là con tiri dalla distanza e qualche ripartenza non gestita bene ma la difesa fa acqua e in avanti non c’è materiale per pungere. Sconfitta che fa malissimo al morale.

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