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Pagellone Salernitana-Ternana: Gyomber sicurezza, Botheim non svetta, Sfait peperino

COSTIL 5,5. Il “portiere della Coppa” indossa una tenuta viola inedita. Inoperoso per i primi 45′, salvato dal palo nella ripresa quando – al 25′ – commette una disattenzione con i piedi che poteva costare cara, la Ternana non ne approfitta. Il mezzo voto sotto la sufficienza è per questa leggerezza.

LOVATO 6. Comincia con un paio di imprecisioni negli appoggi, poi rettifica e tiene bene. La nuvoletta nera torna però sulla sua testa ed è costretto a lasciare il campo al 19′ del secondo tempo per un problema al ginocchio. (dal 19′ st SFAIT 6,5. Esordio da professionista davanti a tutta la sua famiglia sugli spalti. Subito peperino intraprendente, con grande personalità. Alla mezzora il pizzico di fisiologica emozione gli fa perdere l’attimo per il tiro).

GYOMBER 6,5. Gli anticipi da cagnaccio difensivo restano esaltanti specialità della casa. Comanda bene la retroguardia nella prima frazione, nella seconda fa il braccetto dapprima a sinistra e poi a destra. Tuttofare sempre affidabile. Spara alto da ottima posizione a 9′ dal termine: non è abituato a trovarsi in zona gol. Nel finale è costretto a gettar via qualche pallone di troppo.

PIROLA 6,5. Si assume qualche rischio in avvio ma vien fuori con calma da pressioni avversarie nella propria area. È cresciuto tantissimo e lo dimostra ancora una volta anche nelle letture di situazioni potenzialmente pericolose. (dall’1′ st FAZIO 6. Si piazza al centro della difesa e ci mette tutto il suo expertise).

SAMBIA 5,5. Un po’ svagato nel posizionamento. Nella prima parte di gara Corrado lo mette in difficoltà. Leggermente meno indeciso nel secondo tempo, non riesce tuttavia a rendersi pericoloso con maggiore regolarità nella metà campo rossoverde.

L. COULIBALY 6,5. Fa sentire subito il ruggito a Falletti. Pochi grattacapi difensivi, regola con ordine le questioni nelle sue zone. Buona ripartenza condotta a metà ripresa, alza i giri del motore alla distanza, come al solito.

M. COULIBALY 6. Rimette piede all’Arechi in una competizione ufficiale oltre un anno dopo l’ultima volta (22 maggio 2022, il famigerato Salernitana-Udinese) contro la sua ex squadra. Prende qualche iniziativa poco fortunata in avvio ma strada facendo riordina le idee ed offre buona sostanza senza palla. Da rivedere quando è chiamato in causa in fase offensiva. (dall’1′ st MAGGIORE 6. Per Sousa è un trequartista ma il momento di penuria di mediani lo costringe a schierarlo in mezzo al campo. Cerca di darsi da fare in un momento in cui la sua permanenza in granata è fortemente in bilico, l’impegno non gli manca).

BRADARIC 6,5. Prova subito a inserirsi in avanti, sembrerebbe un pomeriggio di scavallate – al cospetto di un Casasola in evidente ritardo di condizione – ed invece poi si ritrae senza grosse folate. Non si fida del suo destro al 12′ quando potrebbe comodamente calciare invece di cercare inutilmente spazio col mancino. Spinge di più nel secondo tempo e regge benissimo difensivamente quando è costretto a fare il braccetto.

KASTANOS 6. Più in ombra rispetto a Mast’Antonio nei primi 45′, meglio nella ripresa. Viene incontro e prova a giocarla ma soprattutto a concludere: mira non precisissima. (dal 31′ st DIA 6. Torna in campo dopo quasi tre mesi col boato dell’Arechi piazzandosi prima punta. Subito voglioso, si propone per ricevere palla in ogni caso).

CANDREVA 7. È sempre l’uomo in più, tuttocampista fondamentale. La carta d’identità è bugiarda, svaria tra la trequarti e il centrocampo, smista palloni e guadagna falli preziosi. Soprattutto, spara il missile che porta avanti i granata al pronti-via. Chiude esausto.

BOTHEIM 6. Guadagna il calcio di punizione che dona poi il vantaggio. Lavora anche benino palla al piede quando riesce a girarsi, però nel corpo a corpo spalle alla porta Bogdan ha qualcosa in più. Fa fatica a riempire l’area e neppure l’ingresso di Dia (che lo riporta nella posizione di trequartista che sul finire dello scorso torneo Sousa gli aveva ritagliato) riesce a destarlo.

ALL: SOUSA 6. Scelte obbligate è dir poco con otto indisponibili e un organico ancora da completare. Senza cambi rispetto all’anno scorso (unica eccezione il rientrante Mamadou) e con un lavoro in ritiro nelle gambe, i suoi cercano di non alzare troppo i ritmi e di iniziare a “riposarsi di più col pallone tra i piedi”, come più volte chiesto dall’allenatore. Ci riescono a metà. Il vantaggio fulmineo dà una mano a gestire, complice anche la differenza di categoria, però Iannarilli non viene più impegnato fino all’intervallo. Può dire lo stesso Costil. Risposte un filo migliori nel secondo tempo, quando dà minutaggio anche a Fazio e Maggiore. Tuttavia è costretto a registrare l’ennesimo infortunio. Nel finale si arrabbia tanto perché la squadra non riesce a gestire il pallone e inizia a gettarlo via: mancanza d’ossigeno. La vittoria col minimo sforzo è un sorso fresco di sali minerali quantomeno per la testa. Servono rinforzi.

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