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Nicola nel post: “Salernitana è viva. Intrapreso percorso nuovo, guardo metro dopo metro”

Finisce “solo” con un punto per parte il sabato pomeriggio dell’Arechi tra Salernitana e Bologna. I ragazzi di Davide Nicola portano così a quattro i risultati utili consecutivi, come mai avevano fatto sino ad ora in questo campionato di A. Inevitabilmente, però, resta l’amaro in bocca e non solo ai tifosi.

Come di consueto, il trainer granata ha parlato con i giornalisti in sala stampa nel post-gara. Di certo non è un pareggio a scalfire la voglia di riscatto e la grinta dell’allenatore: “Tutti i punti possono valere tanto o poco, dipende dalla somma finale, la prestazione serve a dimostrare che la Salernitana ha intrapreso un nuovo percorso, ha voglia di giocare a calcio aggressiva e di accettare gli uno contro uno ed è una squadra viva, ha idee. Sicuramente il Bologna è un’ottima squadra, allenata da un ottimo allenatore, ma il coraggio che dimostriamo è il modo migliore di rappresentare il nostro ambiente. La società vuole questo da noi, difficilmente il tutto subito si avvera, ma è l’unica strada per poter cercare qualcosa di davvero difficile. Pressione sempre addosso? Proprio perché è difficile, è stimolante. Una delle cose che mi ha colpito di più è la grande maturità, questo senso della bellezza da parte del nostro pubblico nel volere che la squadra giochi a calcio, gli striscioni sono stati motivo di orgoglio e ci hanno dato la leggerezza che non guasta. Con i ragazzi sono diretto, duro e chiaro, non credo che ripetere il concetto di salvezza possa giovarci, non dobbiamo avvertire il peso ma il gusto di rincorrere”. Poi, una metafora: Uno scalatore non guarda la vetta, ma punta i chiodi metro dopo metro. Voglio che i ragazzi pensino solo a lavorare come stanno facendo. La gara contro il Milan era motivata dall’avversario di blasone, oggi era diametralmente opposta, per 70’ la prestazione ha avuto un senso di bellezza nel voler fare le cose”.

Sull’episodio dubbio che ha coinvolto Ribery nel primo tempo: Non permetto a me stesso di perdere la concentrazione con cose che non posso direttamente controllare, non perdo tempo, non voglio sentirmi schiavo di situazioni che possono venire in soccorso come presunto alibi, ma voglio solo generare la voglia di migliorare. I numeri dicono che la prestazione c’è stata. Mi dà fastidio aver preso gol al 43’ perché stavamo giocando bene, ma anche questo è apprendimento solo da sperimentare in campo, chiediamo una linea difensiva che abbia un punto di riferimento non solo come copertura al compagno ma come responsabilità nell’accettare l’uno contro uno. Accetto gli errori, non accetterò mai il pensare che gli episodi determinino il mio entusiasmo. Non puoi essere più o meno capace se pareggi o vinci”

L’analisi tattica della gara, partendo dal grande assente di turno, ovvero Bonazzoli: “L’attaccante ha avuto un problemino, non so se dovuto a una botta o un’infiammazione da sovraccarico, vediamo in settimana. Verdi rientrava dopo 10 giorni di inattività, ma ci ha dato la possibilità anche di esprimere un modo di stare in campo simile a quello di Bonazzoli ma con caratteristiche diverse. Il compito era di trovare spazi tra le linee, triangolare sullo scarico e buttarsi dentro, abbiamo trovato bene la palla in quelle zone lì, ma ci è mancata la lettura finale e il tempo di percezione e non siamo riusciti a tramutare la grande mole di gioco in situazioni che potessero far male al Bologna. Giocavano a cinque, l’ampiezza era estremamente coperta. A livello difensivo abbiamo letto, secondo me spendendo molte energie nel primo tempo, non volevamo concedere campo, tolti i primi 15’ abbiamo dato riferimenti precisi”.

Poi un resoconto sulla settimana trascorsa e sullo stato, anche mentale, della squadra: Abbiamo fatto otto allenamenti, c’è tanto da trasferire, ma avverto la dedizione straordinaria dei ragazzi. Credo ciecamente nel lavoro, dobbiamo migliorare in tutto ma il tempo è poco. Questi ragazzi hanno il  senso di voler assolutamente fare qualcosa di importante, ma questo peso va gestito anche a livello di serenità e di convinzione”.

In conferenza stampa, ovviamente, non è mancato un pensiero alla prossima gara in casa dell’Inter: Ora ci aspetta una gara ulteriormente importante in uno stadio importante contro un avversario di rango. Ma il prezzo da pagare non deve essere quello di una squadra che si crede in una classifica diversa”.

Tornando alla gara contro il Bologna: “Per quanto riguarda Ranieri (sostituito, ndR), non volevo correre il rischio, bisogna essere sempre puliti da un punto di vista dei cartellini, altrimenti il rischio va a vanificare tutto. Poi dando consegne precise rimanevano uomo su uomo sui tre attaccanti con Dragusin, Fazio e Gagliolo e, in ciò, Zortea aveva il compito di attaccare come esterno. Mousset è entrato bene e di questo sono contento, il periodo di adattamento e di comprensione delle richieste è fondamentale, prima stavamo facendo bene per la lettura degli spazi. Per me i subentrati hanno fatto bene, arriveremo col lavoro. E’ stato un gioco dispendioso, tenere per 70’ il baricentro di 65 metri non è facile, ci siamo riusciti ma è stato comunque molto dispendioso. Per mantenere alta l’aggressività nel secondo tempo abbiamo tenuto Djuric su Medel, che è giocatore esperto, Ribery usciva su Soumaoro, che si incuneava meno e Verdi aveva il compito di stare su Theate, spostando Kastanos a sinistra che ha fatto un po’ di staffetta con Verdi. La mia strategia di gara prevedeva un cambio in corso, stavo pensando a Mikael e di rischiare ulteriormente e ridisegnare il pacchetto davanti, gli equilibri e le caratteristiche dei giocatori sono abbastanza simili”.

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