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Mezzaroma a Liratv: “Questa piazza? Critica ma bella. Squadra va sostenuta soprattutto nelle difficoltà”

Non si risparmia il co-patron della Salernitana, Marco Mezzaroma, che così come Claudio Lotito ai microfoni di Liratv, intervistato da Alessandro Ferro, tira le somme sulla “sua” Salernitana. Dai calciatori alla piazza, da chi ha salutato a chi è appena arrivato tra le file granata, Mezzaroma nel suo intervento ha toccato tutti i punti che lo riguardano da vicino, fino al capitolo più scottante che è quello di una eventuale promozione in serie A, che potrebbe regalare la gioia ai tifosi del cavalluccio proprio nell’anno del centenario, ma potrebbe togliere qualcosa a questa società. O potrebbe sicuramente mettere tutto in discussione e i “due presidenti” davanti ad un bivio.

E proprio sulla squadra, Mezzaroma ha precisato: “Non mi interessa commentare o fare polemiche. Vitale? Lo ringrazio per quanto dato quando è stato con noi e penso a Lopez che sta dimostrando che giocatore è in termini tecnici, caratteriali e di esperienza, guardiamo in avanti, in bocca al lupo a chi è stato con noi ma io penso alla Salernitana. Calaiò – ad esempio –  in poco più di un tempo ha fatto gol, nonostante l’inattività ed è uno che i gol li ha sempre fatti. Jallow ha iniziato e speriamo non si fermi, ma anche altri attaccanti in organico. Possiamo raggiungere così piani più alti, la classifica è nelle corde. A inizio campionato – ha continuato il co-patron –  la squadra era accreditata, qualcuno diceva che saremmo andati direttamente in A, a dimostrazione che c’era, c’è e ci sarà tutto l’impegno per raggiungere l’obiettivo ma il calcio non è una scienza esatta, i fattori sono tanti, infortuni e quant’altro ma il nostro impegno c’è stato, l’abbiamo dimostrato a gennaio quando abbiamo rinforzato e ce n’era bisogno. In campo però vanno i giocatori, loro hanno la responsabilità di tradurre il lavoro fatto dietro le scrivanie in risultati concreti. Il mister Gregucci sta lavorando bene e soprattutto a livello psicologico sui calciatori, mi sembra – al di là dei risultati – che ci sia un trend di applicazione positivo in queste partite. Bisogna continuare così, i ragazzi hanno avuto riprova che quando vogliono giocano, segnano e vincono. Serve continuità che è figlia della convinzione che ognuno di loro deve avere nella propria testa e nel proprio cuore”.

E tra calciatori e società, in mezzo esiste una “piazza”, i tifosi, che nell’ultimo periodo vivono la delusione ma nutrendo allo stesso tempo la speranza di arrivare su palcoscenici più importanti. E proprio sulla pressione alla società da parte dei tifosi e della piazza salernitana, il co-patron ha le idee chiare: “Questa è una piazza esigente e anche molto critica ma dà tantissimo calore. Non mi stancherò mai di ringraziare i tifosi che in casa e fuori, a costo di sacrifici economici e di tempo, non fanno mancare apporto alla squadra. I tempi sono cambiati, il calcio non si limita solo ai 90 minuti della partita – ha continuato Mezzaroma –  ma è in continuo movimento 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno. Io ricordo che la Salernitana è patrimonio di tutti, si può criticare e ci si può arrabbiare ma non deve venire meno la vicinanza alla squadra nelle difficoltà, è lì che ci vuole sostegno. Centenario? Non voglio anticipare nulla ma stiamo cercando di fare del nostro meglio per poter festeggiare degnamente, stiamo valutando alcune ipotesi ma siamo sicuri di poter fare un buon lavoro per tutta la città, speriamo di esserne all’altezza. Ci sarà una serie di eventi che collimerà in un evento speciale per celebrare adeguatamente la storia, ripercorrendo anche quella della città, non solo della squadra”.

Sulle NOIF e sull’eventuale promozione in A: “Le soluzioni potrebbero essere molteplici partendo dal fatto che una società di serie A ha un aumento del valore reddituale e patrimoniale notevole, diventerebbe anche molto più appetibile, non che non lo sia anche adesso. A livello normativo qualcosa a mio avviso sarebbe auspicabile cambiasse. Solo io presidente? Verrebbe tolto un paletto che secondo me è eccessivo in un periodo in cui di matti che investono nel calcio non ne vedo tantissimo. Sono entrato da totale neofita in questo mondo e mi sono reso conto che è un settore estremamente difficile”.

Mezzaroma ha poi concluso con una speranza, che potrebbe trasformarsi in una possibilità per la società granata e per i tifosi: “Il nostro destino è esclusivamente nelle nostre mani, tutti dobbiamo dare il nostro massimo per raggiungere quest’obiettivo. Il calcio sta cambiando, anche in A iniziano ad esserci fratture preoccupanti nei singoli campionati, dobbiamo riflettere altrimenti tutto perde di interesse. Vogliamo provare, però, ad arrivare più in alto possibile”.

 

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