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La Salernitana e il valore aggiunto Paulo Sousa: così il tecnico ha dato una svolta alla stagione

La Serie A sta per volgere finalmente al termine dopo un’annata ricca di sorprese. In primis, la vittoria dello scudetto da parte del Napoli, di certo inaspettata anche in considerazione dell’impoverimento tecnico al quale era stata costretta la rosa azzurra dopo gli addii di Insigne, Mertens e Koulibaly. Nel giro di una manciata di giorni il mercato estivo del club partenopeo aveva risollevato l’entusiasmo della piazza, ma in Campania c’è stata anche un’altra realtà calcistica capace di distinguersi nettamente quest’anno, superando le aspettative iniziali. Si tratta chiaramente della Salernitana, che è arrivata alla salvezza con largo anticipo, seppur passando attraverso un cambio di guida tecnica.

Il club granata aveva deciso di cominciare la stagione nel segno della continuità, affidandosi a Davide Nicola, che dopo essere subentrato a Stefano Colantuono nel febbraio del 2022 aveva condotto gli Ippocampi al 17° posto, utile per la permanenza nel massimo campionato. Un anno fa, in pochissimi a metà campionato avrebbero puntato sulla salvezza dei granata e nemmeno le indicazioni sul calcio nelle scommesse davano fiducia agli uomini di Davide Nicola. I risultati di fine 2022, però, si sono rivelati alla lunga deludenti: la Salernitana aveva avviato l’ultima annata perdendo in casa contro la Roma e pareggiando in superiorità numerica sul campo dell’Udinese, per poi stravincere per 4-0 contro la Sampdoria. Il rendimento sembrava complessivamente molto buono: di certo la partita più memorabile del girone d’andata fu quella di Torino con la Juventus, pareggiata per 2-2 nonostante una rete annullata ingiustamente ai bianconeri nel finale. Poco prima della sosta per i Mondiali la Salernitana di Nicola era stata anche capace di battere la Lazio all’Olimpico, ma a gennaio la situazione si è totalmente rovesciata e il campanello d’allarme è suonato dopo il clamoroso 8-2 subito in casa dell’Atalanta.

Dopo aver perso contro Napoli, Lecce, Juventus e Verona, la società granata ha deciso di voltare pagina. Il 15 febbraio la Salernitana ha comunicato l’esonero di Nicola e dopo poche ore è stato ufficializzato Paulo Sousa. Le differenze con il collega sono apparse da subito evidenti: il mister portoghese ha migliorato nettamente le percentuali del possesso palla, oltre che il dato dei passaggi riusciti, che con lui ha iniziato a superare quota 300 a partita. La nuova Salernitana ha iniziato a dimostrarsi anche meno fallosa della precedente. Il gioco ne è uscito stravolto anche per la filosofia della manovra, più improntata alla ricerca della profondità piuttosto che ai cross dalla fascia.

Nell’arco di qualche settimana Sousa è riuscito soprattutto a registrare la fase difensiva, che ha iniziato a subire meno gol di prima. L’attenzione verso la parte tattica è sempre stata un pallino dell’ex allenatore della Fiorentina, sempre pronto alla sperimentazione e all’impiego di moduli diversi, in relazione all’avversario. Nel corso della sua carriera Sousa è così riuscito a scrollarsi di dosso l’etichetta di allenatore difensivista, premiando laddove possibile anche il bel gioco. Grazie alle sue idee i tifosi granata hanno potuto infatti assistere ad azioni ben concertate che hanno messo in luce soprattutto Boulaye Dia e Antonio Candreva, autori di diversi gol di pregevole fattura nella seconda metà del campionato. 

Nicola aveva lasciato la Salernitana al quintultimo posto in classifica con soli 21 punti e appena 4 lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione. Ad una giornata dal termine, invece, la Salernitana di Sousa si ritrova con il doppio dello score e ben 11 punti di distacco sul terzultimo posto. I granata hanno iniziato ad esaltarsi sempre di più soprattutto contro le big: il 30 aprile gli Ippocampi hanno rovinato la festa scudetto del Napoli pareggiando per 1-1 a Fuorigrotta, per poi firmare un rocambolesco 3-3 all’Arechi contro la Fiorentina. Al secco 1-0 contro l’Atalanta è seguito invece il 2-2 sul campo della Roma. Complici gli inciampi di Spezia e Verona, il club di Iervolino ha potuto festeggiare la salvezza senza troppi patemi, godendosi in tutta tranquillità l’ultimo mese di Serie A.

Ora non resta che l’ultimo atto, vale a dire il match in casa della Cremonese già retrocessa, che segnerà la chiusura dei giochi. Con tutta probabilità Paulo Sousa rimarrà alla guida della Salernitana anche nella prossima stagione. Altrettanto, però, non si può dire per i pezzi grossi dell’organico: Dia interessa da tempo anche alle squadre inglesi e trattenerlo non sarà certo un’impresa facile. Difficilmente da qui a breve le ambizioni della società potranno abbracciare addirittura la dimensione europea. Nel complesso, comunque, i granata hanno tutte le carte in regola per sperare in un futuro roseo.

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