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Editoriale

Identità Salernitana: adesso un anno a cento all’ora!

Eccoci qua. Ci siamo. Inizia oggi il nuovo anno. Non abbiamo fatto neppure in tempo a finire un conto alla rovescia che ne comincia un altro. Per certi aspetti anche più emozionante. E’ un capodanno speciale per la Salernitana. Il 2019 è l’anno del centenario. Il 19 giugno è la data impressa, scolpita, nella mente di ogni tifoso granata. Come da tradizione, il primo dell’anno è anche il giorno dei buoni propositi. Dei progetti, delle ambizioni, delle speranze, dei sogni e dei traguardi che – come sempre – si spera possano essere migliori dell’anno precedente. In questi casi gli appelli si sprecano, rimbalzano, si rincorrono con il rischio che si sfoci nel banale o nel populistico.
Mai come stavolta, però, è più che un obbligo uscire dal binario (morto) dei luoghi comuni. Mai come stavolta sarebbe utile ed edificante auspicare qualcosa di… costruttivo. Da parte di tutti. La Salernitana compie cento anni e non è roba da poco. La Bersagliera ha un secolo di storia ed è giusto celebrarla come merita. Il che non significa necessariamente dover vincere sempre e a tutti i costi. Ma consentire alla piazza di poter (almeno) sognare, quello si. Contribuire a restituire alla città quel senso di appartenenza è il minimo sindacale. E’ la quintessenza di ciò che chiede ogni tifoso. Di ogni colore e di ogni latitudine. Gli esempi si sprecano. Basta vedere quello che ha fatto l’Ascoli in un toccante video realizzato (con pochi fondi, ma tanti sforzi e altrettanta passione) in Piazza del Popolo per gli auguri di Natale… Basta poco, insomma. E non servono proclami, slogan o “asticelle” inflazionate.
Nell’anno del centenario è quello che sentiamo il dovere di chiedere e di attenderci dalla proprietà capitolina. Urbi et orbi. Questa città, questa tifoseria, l’intero popolo granata hanno dimostrato di esserci sempre e comunque. Dai campi sterrati della quarta serie – dove la precedente, scellerata e fallimentare gestione societaria aveva rigettato l’ippocampo per la prima volta nella sua ormai secolare storia – fino ai fasti della massima serie che Salerno ha toccato con mano appena due volte.
Proprio per questo ci sentiamo liberi di poter affermare senza tema di smentita che non è mai stata una questione di categoria. Ma di identità, appunto. Di senso di appartenenza. Valori per certi aspetti ancora più importanti di una promozione che pure sarebbe l’optimum – ci mancherebbe altro – in un anno che dovrà essere comunque da INCORNICIARE. Lo chiede, lo esige, la storia!
L’anno che ci siamo lasciati alle spalle si è chiuso come peggio non si poteva, sportivamente parlando s’intende. Proprio la batosta con il Pescara, però, deve essere vista come il punto più basso da cui poter rialzare la testa e risalire la china. In primis dal punto di vista della dignità – di un gruppo – che deve coniugarsi proprio con quell’identità di una città di cui parlavamo. Toccherà a Lotito, Mezzaroma, Fabiani e, last but not least, Gregucci cercare la giusta alchimia per una formula che non è poi così difficile da scovare. Salerno non è una piazza… “difficile” come pure si vuole far credere quando c’è bisogno di trincerarsi dietro l’ennesimo luogo comune, magari per camuffare dell’altro. Salerno è cresciuta e con lei la sua tifoseria. Tutti naturalmente dovranno crescere. Lo impone il… “protocollo” del centenario.
Stiamo provando a crescere in primis noi di SalernitanaNews.it. Con sforzi (tanti), passione (altrettanta) e sacrifici (enormi) abbiamo cercato e cercheremo di raccontarvi nel quotidiano le cose di casa granata. Senza voler apparire autoreferenziale consentitemi un grazie di vero cuore a tutta la redazione, composta da giornalisti in erba (bravi, attenti e scrupolosi) che con dedizione si occupano a 360 gradi del mondo granata per tenere aggiornato costantemente il lettore-tifoso. Ma soprattutto un GRAZIE a chi ha creduto in questo progetto a scatola chiusa. Se il nostro giornale oggi è una piccola realtà il merito è principalmente del nostro editore, Giuseppe Pignataro che in una notte di mezza estate ha investito in un manipolo di ragazzi armati e animati dal fuoco sacro del giornalismo. A chi invece pensava (sperava?) che l’iniziativa editoriale durasse il tempo di un “amen” e che non fosse arrivata neppure a Natale, rispondiamo parafrasando una canzone di Vasco: “Noi siamo ancora qua”…
Buon anno a tutti. Buon anno del centenario Salernitana.

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