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Gradimento piazza, Iervolino è già al top: per Salerno progetti seri che partano dalle fondamenta

“Basta poco, che ce vò”. Sono passati vent’anni, forse più, da quando Giobbe Covatta faceva breccia nei cuori delle persone, invitandole a donare offerte in beneficenza per i bambini africani. Danilo Iervolino non ha la barba, né il ruolo dell’attore, ma ha pensato la stessa cosa all’indomani dell’accettazione della sua offerta vincolante per l’acquisto della Salernitana. Ed è bastato poco (non solo in termini economici, rispetto alle “richieste” iniziali, ma anche in chiave tempistica) per prendersi la società. Ancor meno per guadagnare subito l’affetto dei tifosi, che andrà naturalmente coltivato con i fatti. Venerdì, alla vigilia di Salernitana-Lazio, potrebbe esserci la conferenza stampa ufficiale di presentazione di questa nuova, attesissima era.

Dagli auguri a cavallo tra il 31 dicembre e l’1 gennaio sulla sua bacheca Facebook, alla popolarità schizzata alle stelle dopo le uscite social pre e post vittoria di Verona. Danilo Iervolino fa il tifo per la Salernitana, che ritroverà un presidente (e non un amministratore unico, un trustee, un disponente o un comproprietario) a distanza di tredici anni. Il fondatore di UniPegaso sa che la comunicazione, se non tutto, è una buona fetta di lavoro: ha subito comunicato sincera vicinanza alla piazza, si è immediatamente posto come punto di riferimento per le ambizioni del pubblico, mostrandosi partecipe. Le sorridenti foto sue e della sua famiglia con le maglie della Salernitana addosso, dopo il successo del Bentegodi, sono state orgogliosamente diffuse (clicca qui per leggere l’articolo). Ed apprezzate, da una piazza che non aspettava altro. “Basta poco, che ce vò”, pensano pure i tifosi, che potranno malauguratamente retrocedere ma avranno la percezione di una società passata nelle mani di un presidente tifoso. Che, attenzione, fa anche l’imprenditore e non lo zio d’America: come tale pianifica, sceglie, dosa gli investimenti lì dove deve dosarli e non lesina sforzi negli ambiti più urgenti d’intervento.

Iervolino non ha ufficialmente ancora iniziato, ma è già… partito benissimo. Chi ben comincia è a metà dell’opera ed è proprio sulle ali dell’entusiasmo della piazza che il nuovo patron dovrà cavalcare la situazione nel migliore dei modi. Cosa aspettarsi? Non un mercato folle, ma oculato, mettendo in conto senza ipocrisie anche la possibilità di un ritorno in B ma coltivando, allo stesso tempo, la speranza di una salvezza assolutamente alla portata, se saranno fatte le mosse giuste. E soprattutto un potenziamento del settore giovanile, colpevolmente abbandonato dalla vecchia proprietà che non ha investito sulla formazione del parco baby e sulle strutture. I risultati (non solo sportivi delle formazioni giovanili, ma anche l’assenza di giovani portati in prima squadra in pianta stabile in un decennio) parlano chiaro. Per fare tutto ciò, occorre giocoforza passare per le strutture: la convenzione d’uso dello stadio Arechi andrà ridiscussa e rinnovata a giugno e, con essa, si parlerà anche dell’area del campo Volpe. Il Comune di Salerno prova a tirare Iervolino per la giacchetta: ha messo in vendita i 42mila mq della zona dell’impianto (la prima asta, prezzo base a 9 milioni, è andata deserta) che potrebbe ingolosire il futuro patron, voglioso di creare una foresteria per accogliere i giovani calciatori e un centro sportivo di proprietà.

1 Commento

1 Commento

  1. Rino

    11/01/2022 at 16:24

    Diciamo che dopo i Romani farsi odiare a Salerno é molto più difficile..

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