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De Sanctis e la stoccata a Sabatini: “Quando andrò via da Salerno non sarò così influente”

Il ruolo del Direttore Sportivo è sempre stato nell’occhio del mirino nella piazza salernitana. La tifoseria, a volte con giudizi affrettati, altre volte con cognizione di causa, non ha perdonato acquisti sbagliati di calciatori poco consoni alla piazza, riversando la responsabilità sulla figura che ha operato in sede di calciomercato, firmando l’arrivo di questo o quell’atleta. Anche nel corso della stagione appena conclusa, la migliore della storia della Salernitana, non sono mancate critiche nei confronti del Direttore Sportivo Morgan De Sanctis, inutile ricordare a proposito di quale elemento della rosa granata. A bocce ferme, con l’obiettivo salvezza acquisito, De Sanctis ha voluto dire la sua, aprendo anche la possibilità di confrontarsi con i supporters del cavalluccio a mezzo social.

Nelle sue parole, però, è riemerso il confronto con gli ultimi due Direttori Sportivi che hanno operato a Salerno, Walter Sabatini e Angelo Mariano Fabiani, anch’essi costantemente giudicati da tifoseria e stampa.

Il riferimento a Sabatini

De Sanctis ha confessato di aver scelto il silenzio in alcuni momenti delicati della stagione, evidenziando come questa opzione sia andata in contrapposizione con l’eloquio di Sabatini, sempre prodigo di interviste sul tema Salernitana nonostante l’addio a giugno dello scorso anno: “In alcuni momenti avrei potuto creare divisioni e schieramenti e invece la mia decisione è stata quella di rimanere spesso in silenzio perché così facendo ero sicuro di salvaguardare l’interesse della Salernitana. Il mio silenzio non è stato un esercizio complicato, per il mio carattere, la mia provenienza abruzzese, si sente dire che siamo testardi, forti, sicuri di sé, gentili, mi sono sempre messo a disposizione” le parole di De Sanctis.

Di certo non è stato facile succedere ad un protagonista della salvezza 7% che è rimasto nel cuore di tutti i tifosi granata: “Durante la mia carriera da giocatore e nella mia vita non ho mai sofferto di sudditanza psicologica, tuttavia sono stato consapevole dei miei mezzi e dei miei limiti ed ero profondamente convinto di essere la persona più adatta a sostituire Walter – ha spiegato l’attuale DS – L’eredità era pesante, ho avuto il privilegio di essere un giocatore di Sabatini alla Roma, capisco quanto lui fosse entrato nella testa e nel cuore dell’ambiente. Forse devo ambire anch’io a raccontarmi in maniera energica, filosofica, un po’ istrionica”.

Poi la stoccata: “Non so quanto tempo lavorerò qui: magari resto trent’anni o vado via prima. Di certo quando lascerò la Salernitana non sarò così presente e influente all’interno dell’ambiente Salernitana. Penso che sia doveroso come forma di rispetto verso chi arriverà al mio posto condizionare il meno possibile le opinioni di chi poi effettivamente arriva”.

La gestione Fabiani

Quando si parla di esuberi attualmente in organico, il discorso torna all’era Lotito, con diversi elementi a cui fu fatto sottoscrivere un contratto pluriennale e i cui stipendi sono ancora iscritti a bilancio dopo 16 mesi di gestione Iervolino. De Sanctis, mettendo da parte la modestia, evidenzia lo sforzo fatto per sfoltire la rosa nelle finestre di calciomercato: “Tengo tanto a questo lavoro che è di portata enorme e voglio prendermene il merito. Parliamo di 17 uscite a titolo definitivo, 3 risoluzioni e 11 prestiti, continueremo anche la prossima stagione a ripulire la Salernitana, è un percorso necessario che non va sottovalutato. Il tetto ingaggi si aggira intorno ai 47 milioni a cui aggiungere incentivi all’esodo e soldi utilizzati per fare queste 31 uscite”.

In questo caso il giudizio verso la precedente gestione non è severo: “Non vanno trovate responsabilità negative. Nel giro di sei mesi il club si è ritrovato da un progetto di mantenimento della dignità e un progetto più ambizioso, questo ha creato una disparità tra i giocatori presi per un certo tipo di campionato e quelli che sono arrivati, necessariamente è iniziato un percorso di pulizia tecnica ed economica che grazie agli sforzi della proprietà la Salernitana è in grado di sostenere, durerà altri 12-24 mesi. Il valore del lavoro fatto da chi mi ha preceduto ha da parte mia dei presupposti di positività assoluti. Bisogna contestualizzare come hanno dovuto lavorare. I predecessori hanno prodotto risultati importantissimi, la promozione in A e poi la gestione del campionato successivo con difficoltà enorme, fino allo sforzo di convincere rinforzi ad accettare una destinazione di una squadra quasi spacciata”.

Ancora un anno, quindi per snellire la rosa e chiudere definitivamente con il passato: “Nel dettaglio ci sono giocatori che non rientrano minimamente nei progetti della Salernitana. Non farò nomi ma è facile immaginare quali siano. Tanti sono stati già esclusi l’anno scorso e continueranno ad essere esclusi, c’è piena disponibilità a trovare soluzioni. Non saremo teneri con chi ci sbatterà in faccia i propri diritti senza tener conto dei propri doveri e di quello che è stato il rendimento sul campo. Cercheremo di ripulire il più possibile questo gruppo di giocatori. Non potrà succedere subito perché il mercato è lungo. Dobbiamo recuperare risorse lì per non intaccare il valore della rosa”.

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