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Dal mancato approdo nel 2005 al disastro azzurro. Ventura in granata per il riscatto

Nei vicoli del capoluogo c’è chi giura che sarebbe stato lui l’allenatore della Salernitana Sport di Aniello Aliberti nella stagione 2005-2006, se solo non fosse arrivato il fallimento.
Ebbene a distanza di circa 14 anni, Giampiero Ventura è pronto a dire di sì alla Salernitana. Un arrivo paventato, o comunque ipotizzato, nelle scorse settimane e che ha preso corpo con il passare dei giorni, proprio mentre Leonardo Menichini perdeva i galloni della fiducia.

La carriera del tecnico genovese è arcinota ai più, inutile girarci intorno. Tanta tantissima Serie A, ma non solo.
Andando a ripercorrere le sue esperienze, a prescindere dal clamoroso fallimento con la Nazionale nello spareggio perso contro la Svezia per approdare agli scorsi mondiali russi, annoveriamo: il miracolo Lecce con la doppia promozione dalla C1 alla A dal 1995 al 1997, il Pisa che sfiorò la Serie A nel 2007-2008, il Bari che diede spettacolo nel 2009-2010 in massima serie centrando un clamoroso decimo posto da neopromossa, e la lunga, lunghissima cavalcata con il Torino.
Una promozione in massima serie, nel suo ultimo anno vissuto in cadetteria nel 2011-2012, ma soprattutto la crescita esponenziale dei granata culminata con la qualificazione all’Europa League del 2014-2015, con un attacco stellare composto da Alessio Cerci e Ciro Immobile.

E proprio in granata, il tecnico classe ’48, incrociò due elementi della Salernitana 2018/2019. Parliamo di Valerio Mantovani, cresciuto nella cantera del Toro dopo l’esperienza alla Roma, e Marco Migliorini.
Il primo, aggregato spesso alla prima squadra nella stagione 2015-2016, collezionò con lo stesso Ventura la sua prima panchina in massima serie. Era il 13 settembre del 2015 ed il Toro impattava per due a due al Bentegodi contro l’Hellas Verona.
Il secondo invece, incrociò il trainer ligure nella prima parte della stagione 2012-2013. Nessuna presenza però in massima serie, e il conseguente prestito in terza serie al Como a gennaio.
E chissà a questo punto, che l’ex centrale difensivo di Avellino e Juve Stabia non possa proseguire la sua avventura all’ombra del Castello Arechi, anche in virtù dell’arrivo dello stesso Ventura.

Ma la domanda che tutti si stanno ponendo in queste ore è: come giocherà la Salernitana 2019/2020 targata Giampiero Ventura?
A prescindere dalla storia in Nazionale, il tecnico ormai ex Chievo Verona ha proposto spesso due impronte tattiche nettamente differenti: il 4-2-4, visto in parte a Pisa e soprattutto a Bari, e il 3-5-2 vero leit motiv degli anni vissuti in granata sotto la Mole.

Ma fu proprio il modulo intravisto nel 2009-2010 in Puglia che fece impazzire l’Italia intera e non solo.
Una squadra, figlia di quella costruita l’anno antecedente da Antonio Conte, che con un modulo ultra-offensivo regalò spettacolo. Due esterni di centrocampo velocissimi (uno dei candidati potrebbe essere Jallow? ndr) che spesso e volentieri andavano in supporto delle due punte centrali. E un centrocampo composto da un play-maker e da un uomo ovunque.
Naturalmente ad ora, queste sono supposizioni. La certezza è che “Mister Libidine”, così veniva soprannominato ai tempi di Bari, sbarcherà alla Salernitana per riscattarsi dopo i due fallimenti chiamati Nazionale e Chievo Verona. Questo è poco ma sicuro.

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