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Coraggio premiato dal risultato, il pari di Cagliari ‘salva’ la panchina di Colantuono

Non avrà stravolto la classifica, ma il pareggio di Cagliari ha permesso alla Salernitana di ritrovare un pizzico di serenità. Lo sa bene Stefano Colantuono che in caso di sconfitta in terra sarda si sarebbe ritrovato nuovamente sulla graticola. Nuovamente perché già un mese fa, dopo l’esordio shock con l’Empoli, il tecnico romano si trovò nella condizione di giocarsi la panchina nella trasferta di Venezia. In quel caso arrivarono i tre punti, questa volta il gol nel finale ha consentito “solo” di evitare la quarta sconfitta consecutiva che avrebbe lasciato la Salernitana da sola sul fondo della classifica.

Quello conquistato a Cagliari è stato il quarto punto della gestione Colantuono che in un mese ha racimolato una vittoria, un pareggio e quattro sconfitte. Un ruolino di marcia non entusiasmante, ma che ha già permesso al tecnico romano di eguagliare il numero di punti del predecessore Castori con due panchine in più all’attivo in questa stagione. Inoltre, a fronte di un gol in meno realizzato (6 con Castori e 5 con Colantuono), col cambio tecnico la Salernitana ha incassato cinque gol in meno (17 contro 12), seppur tenendo sempre in considerazione le due partite di differenza.

Il riscatto di Colantuono

All’Unipol Domus Colantuono ha probabilmente salvato la sua panchina: un pareggio – quello arrivato grazie al gol di Bonazzoli – che dà forza alla posizione del tecnico, le cui scelte a gara in corso sono state premiate dal risultato finale. La decisione di chiudere la partita con tre attaccanti in campo (Vergani, Bonazzoli e Simy) ed il passaggio al 4-4-2 hanno evidenziato il coraggio di Cola e la disponibilità a cambiare pelle a partita in corso.

Ribadiamo un concetto: la Salernitana aveva e ha evidenti lacune nella rosa, risultato dell’assurda estate tra mancata cessione, rischio di non iscriversi e trust approvato quasi sul gong. La missione salvezza resta a dir poco ardua, la priorità è un radicale cambio societario, ma a Cagliari la Salernitana – intesa come allenatore e gruppo squadra – ha dimostrato di essere viva e di non volersi arrendere nonostante le evidenti difficoltà di cui Colantuono è consapevole, così come lo era Castori. Alle porte c’è una settimana complicatissima, con Juventus e Milan da affrontare nel giro di pochi giorni. Partite sulla carta proibitive, ma anche stimolanti. Sarà difficile, per non dire impossibile, portare a casa punti, ma dopo il finale di Cagliari la certezza è rappresentata dalla volontà della truppa di Colantuono di non regalare nulla, anche a cospetto delle regine del calcio italiano.

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