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Calcio in lutto per la morte di Pasquale Casillo, Loschiavo: “Fu il primo a sperimentare la multiproprietà”

Lutto nel mondo del calcio per la scomparsa di Pasquale Casillo, imprenditore particolarmente attivo nel settore cerealicolo e nel calcio. Primo dirigente calcistico a “promuovere” la multiproprietà, è deceduto all’età di 71 anni nella notte all’ospedale Lastaria di Lucera, dove era ricoverato. Nel 1991 prelevò la Salernitana dal compianto Peppino Soglia dopo aver raccolto importanti successi da patron del Foggia di Zeman arrivando alla promozione in massima serie.

Quando acquistò le quote del club granata – col quale conquistò la storica promozione in Serie B nella stagione 1993-1994  – era anche proprietario del Foggia e del Bologna mentre dal 2002 al 2004 è stato patron dell’Avellino. Il 18 ottobre del 1994 avvenne il passaggio del club ad Aniello Aliberti col quale c’è stato un lungo e tortuoso processo giudiziario.

Nell’anno della promozione in B attraverso la finale play-off con la Juve Stabia, fu Antonio Loschiavo a ricoprire il ruolo di amministratore unico del club granata (la carica di presidente era vuota). “Ho ricordi belli e piacevoli di quella esperienza, con Casillo ho condiviso anni importantissimi sia dal punto di vista personale e professionale che per la storia della Salernitana – ricorda il dirigente ai nostri microfoni – Fu il primo a sperimentare la multiproprietà. Vincemmo un campionato difficilissimo e a fine anno lo convinsi a lasciare a Salerno Fresi e Rossi che sarebbero dovuti rientrare a Foggia”.

A proposito di multiproprietà, Loschiavo ricorda come Casillo cambiò il modo di fare calcio: “All’epoca c’erano tanti divieti, la sua fu una grossa novità e dopo in molti hanno percorso la stessa strada”. Dopo la parentesi multiproprietà, Casillo tentò di nuovo fortuna nel mondo del calcio: “Ci sono stati due Casillo, uno prima e uno dopo le vicende giudiziarie. Riuscimmo comunque a vincere un campionato ad Avellino andando contro ogni pronostico”. 

Loschiavo ricorda nitidamente la chiamata di Casillo per diventare amministratore della Salernitana: “Ricordo che a Salerno la ‘sudditanza’ col Foggia era poco gradita, si temeva di diventare succursale dei rossoneri. Inoltre io ero di Avellino e credevo che non sarei stato accolto bene dalla piazza, ero perplesso e spaventato. Allora Casillo, col suo modo di fare colorito, mi disse di scegliere ‘Se non hai gli attributi meglio restare a casa, non devi avere paura di niente'”. E alla fine Loschiavo visse un’esperienza importante in granata con un grande “feeling con i tifosi”.

 

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