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Lutto Casillo, Cannella: “Spese 100 milioni per avermi a Salerno”. Casciello: “Personaggio unico”

Tra i protagonisti dell’era Casillo a Salerno c’è sicuramente Giuseppe Cannella, primo direttore sportivo di quella squadra che nel 1994 – con Castagnini ds – arrivò alla storica promozione in Serie B con Delio Rossi in panchina nella finale play-off del San Paolo con la Juve Stabia. “Ho perso un maestro di vita” ricorda il dirigente salernitano ai nostri microfoni “È stata la persona che mi ha reso importante, forse più del dovuto. Vide in me delle qualità umane, lo conobbi nel pieno della sua attività imprenditoriale e calcistica”.

Cannella ricorda come conobbe Casillo e come arrivò a Salerno: “Ero al Licata e dato che Zeman a Foggia voleva diversi giocatori nostri ne approfittavo valutandoli più del loro effettivo valore. Questa cosa faceva impazzire i dirigenti del Foggia e così un giorno a Milano Don Pasquale volle conoscermi. Pagò al Licata un indennizzo di 100 milioni di lire per liberarmi e farmi venire a Salerno. Negli anni successivi decisi di legarmi a lui a vita, rifiutai anche l’Atalanta e la Reggina per restare al suo fianco”.

Impossibile non ricordare i viaggi a Foggia per parlare di Salernitana: “Andavo spesso a Foggia con Franco (Del Mese ndr), andavamo per perorare la causa della Salernitana, per fargli capire l’importanza della piazza. Multiproprietà? Rispetto ad oggi la situazione era diversa. I tempi sono cambiati, il Foggia inizialmente fu un patrimonio tecnico importante per la Salernitana, sul mercato veniva aiutata molto, la qualità dei giocatori che passavano da Foggia a Salerno era superiore. Oggi ci sono interessi esterni”.

Ad accompagnare Casillo nell’avventura salernitana ci fu anche Enzo Casciello, giornalista ed ex dirigente granata. “È stato un personaggio unico, irripetibile sia nel panorama imprenditoriale che in quello calcistico. Molto istintivo, intuitivo, ribelle, poco disponibile ai compromessi. Un uomo di successo prima del declino che addebitava alle vicende giudiziarie che lo hanno costretto in trincea per diversi anni. In ogni caso ha lasciato un segno. Non so se oggi sarebbe compatibile con i nuovi canoni della comunicazione, dell’impresa e del calcio, all’epoca andava contro tutti, soprattutto contro i procuratori”.

Secondo Casciello, Casillo ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia granata: “Non era amato da tifosi ma oggi bisogna riconoscergli il merito di aver gettato le basi della Salernitana che approdò in Serie A. Se non avesse ascoltato le mie esortazioni nel ’92 non sarebbe stata costruita la squadra di Sonzogni che poi rappresentò la base della grande Salernitana degli anni Novanta. Una grande squadra costruita per merito di Cannella che poi andò al Bologna”.

Casciello inoltre vede similitudini con quella realtà calcistica e quella odierna: “Di mio pugno scrissi i contratti di trasferimento di tre giocatori della Salernitana al Foggia tra cui Grassadonia che fu ceduto per 4 miliardi e 800 milioni per rimpinguare le casse societarie della Salernitana. Il paragone con la situazione di oggi regge, all’epoca c’era Pavone, oggi Tare”.

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