“Il mio cuore è diviso tra granata e rossonero“, così il preparatore dei portieri del club pugliese Domenico Botticella ha descritto il suo rapporto con Salerno e Foggia: “Per me Salerno è stata la consacrazione calcistica. Devo tanto a Foggia per essere nato calcisticamente, ma a Salerno ho consacrato il mio cammino calcistico vivendo anni fantastici dove il calcio era quello con la C maiuscola. Oggi non è diverso nel gioco, ma i valori sono differenti tra i giocatori. La città e i tifosi mi sono rimasti nel cuore, ci sono stati tanti alti e bassi sempre affrontati con la voglia di rivalsa e di fare bene. Entrare all’Arechi è un’emozione non descrivibile se non la provi, non posso che parlare bene della mia esperienza con la Salernitana. Per me sono due realtà importanti, sono due squadre che da una vita sono rivali calcisticamente, per me oltre la rivalità sportiva sono due realtà che occupano una posizione importante nel mio cuore. Non rinnegherò mai nessuna delle due, il mio cuore è diviso tra granata e rossonero”.
Il classe 1976 ha difeso la porta granata dal 2000 al 2005 in 73 occasioni: “Innanzitutto questa sarà la prima volta allo stadio Arechi da avversario allenatore, non da giocatore. Ricalcare il terreno di gioco sarà un’emozione grandissima, così come le emozioni che ho avuto trasmesse dai tifosi da giocatore. Naturalmente siamo dei lavoratori e dobbiamo fare il nostro mestiere cercando di portare punti a casa e di dare dei dolori alla Salernitana. Non so quale sarà l’accoglienza perché tanti tifosi giovani magari non si ricordano di Botticella di 20 anni fa, ma penso di aver lasciato un bel ricordo soprattutto dal punto di vista umano cercando di mettere innanzitutto il lato umano e professionale davanti a quello calcistico. Calcisticamente potevo far bene o non farlo, ma sempre con la massima professionalità. Penso che questo sia stato apprezzato dai salernitani”.
Dopo la vittoria di ieri contro il Monopoli, il Foggia arriverà al match dell’Arechi con una striscia di tre risultati utili consecutivi: “In questo momento il Foggia è in un buon momento di forma fisica e psicologica. Stiamo vivendo un buon momento, speriamo di continuare questa scia. Non sarà facile sfidando una squadra attrezzata per vincere il campionato in un ambiente ostico che conosco come lo stadio Arechi. Ci sono state delle polemiche e delle difficoltà a Salerno, sicuramente la squadra di Raffaele avrà voglia di rivalsa davanti al pubblico. Sarà una sfida difficile, ma venderemo cara la pelle”.
I pugliesi sono in piena zona playout ed in una situazione molto complicata dal punto di vista societario: “La situazione Foggia di certo non la devo descrivere io, sta sotto gli occhi di tutti. Siamo partiti nelle difficoltà e ci siamo ancora, ma i ragazzi ce la stanno mettendo tutta. Dopo difficoltà oggettive, nelle ultime partite stiamo raccogliendo qualcosa di nuovo. Non abbiamo ancora raggiunto l’equilibrio, il campionato sarà lunghissimo con difficoltà oggettive. Noi cercheremo di fare quello che sappiamo fare fino alla fine del campionato”.
Botticella ha anche rilasciato alcune dichiarazioni sulle possibili restrizioni per il settore ospiti: “Questo sarebbe veramente un peccato. A livello di tifoseria sarebbe stata una gara con grandi presenze da ambo le parti. Purtroppo oggi come oggi si strumentalizza questo discorso delle trasferte esagerando nel limitarle. Alcune volte sembra che si voglia evitare anche il minimo problema vietando le trasferte, sarebbe bello tornare ai vecchi tempi con quegli esodi importanti. So che non sarà facile, sarebbe un vero peccato perché avere solamente i sostenitori di una singola fazione non è bello”.
La sfida di sabato sarà anche l’ultima partita del girone d’andata: “Il Girone C è sempre un girone difficile ed imprevedibile fino all’ultimo. Per la storia cambia sempre l’andata dal ritorno perché andare a giocare in trasferta anche sul campo dell’ultima in classifica porterà logicamente problemi. Ci sono squadre più attrezzate delle altre che potrebbero contendersi il campionato, questo non vieta che altre potrebbero dare fastidio come la Caserta o anche il Crotone. Questo è un campionato difficile. L’anno scorso l’Avellino era molto dietro ed ha vinto il campionato. Se dovessi esprimermi, avrei piacere che lo vincesse la Salernitana per ovvi motivi, per il mio legame con la città e la società. Se devo fare il tifo, lo faccio per i granata dopo sabato”.
Botticella ha inoltre parlato di cosa serve per poter vincere il campionato: “A Salerno per ambire al titolo ci vuole resilienza, determinazione ed attaccamento alla maglia. Quello che dai, riesci a ricevere. Chi indossa la maglia granata deve sapere che pesa molto dal punto di vista sportivo e umano, dovrebbe sempre uscire sudata la casacca dal campo. Mi aspetto una squadra combattiva fino alla fine, l’allenatore e il ds cercheranno di forgiare in questo modo la squadra. Logicamente ci vorrà tanta costanza nei risultati, questo proprio perché nel Girone C sono tante le squadre che lottano per vincere il campionato e ci sarà bisogno di continuità nei risultati insieme all’equilibrio”.
L’ex Bersagliera ha elogiato il direttore sportivo Daniele Faggiano e l’allenatore Giuseppe Raffaele: “Faggiano non devo descriverlo certo io. Parliamo di un grande conoscitore di calcio ed un professionista, l’ha dimostrato a Trapani ed a Parma con tante gestioni di ottimo livello. Una persona molto preparata e caratteriale, non poteva scegliere diversamente da Raffaele. Ho vissuto in modo indiretto Raffaele visto che l’anno scorso era a Cerignola, vicino Foggia. Raffaele è un allenatore carismatico abituato ad essere in alto dando una carica in più ala squadra. Insieme cercheranno di portare a termine il loro compito, penso anche che la società lo meriti. Da quello che sento e vedo, la società ha investito tanto e lo sta facendo ancora per Salerno al netto delle difficoltà che calcisticamente s’incontrano sempre visto che non è detto che come spendi hai il ritorno. Vedi il Benevento che negli anni passati non ha vinto pur spendendo tanto. Ci sono diversi fattori che devono convergere sulla stessa cima”.
Alla fine dell’intervista, Domenico Botticella ha voluto ricordare Carlo Ricchetti: “Anche lui come me era legato al Foggia e alla Salernitana, speriamo che questa partita dia il giusto risalto alla sua figura così importante per entrambe le piazze”.
FOTO FOGGIA CALCIO 1920