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A S. Siro non c’è storia: l’Inter dilaga in scioltezza, da incubo la prima di Liverani

TABELLINO INTER-SALERNITANA 4-0

INTER(3-5-2): Sommer; Pavard, De Vrij, Bastoni (32′ st Buchanan); Dumfries, Barella, Calhanoglu (21′ st Asllani), Mkhitaryan (15′ st Klaassen), Carlos Augusto; Thuram (15′ st Arnautovic), Lautaro Martinez (15′ st Sanchez).  A disp: Di Gennaro, Audero, Frattesi, Bisseck, Dimarco, Darmian, Stankovic. All: S. Inzaghi.

SALERNITANA (3-4-2-1): Ochoa; Pellegrino, Boateng (24′ pt Maggiore), Pasalidis; Sambia, Basic, Coulibaly (19′ st Legowski), Zanoli (38′ st Kastanos); Candreva Tchaouna (38′ st Simy); Dia (20′ st Weissman).  A disp: Costil, Allocca, Manolas, Martegani, Gomis, Vignato. All: Liverani.

Arbitro: Marco Piccinini di Forlì (Cecconi/C. Rossi. IV: Camplone. Var: Serra. Avar: Valeri).

NOTE. Marcatori: Thuram al 17′ pt, Lautaro Martinez al 19′ pt, Dumfries al 40′ pt, Arnautovic al 45′ st. Angoli: 18-0. Ammonito: Tchaouna (S).

Un tempo si sarebbe definita “partita a senso unico”. Ma è una fotografia non completamente fedele, finanche riduttiva per certificare l’enorme divario tra Inter e Salernitana. Che ci fosse un abisso dal punto di vista tecnico e tattico era ampiamente in preventivo, meno che non ci fosse storia neanche sotto il profilo della cattiveria, della voglia e della determinazione. La prima di Liverani in panchina è un incubo: squadra inconsistente sotto ogni punto di vista, scollata, svagata e senza spina dorsale.  Addirittura un passo indietro rispetto alla già non irreprensibile gestione Inzaghi. Chi si aspettava un’inversione di tendenza, in primis dal punto di vista tattico, è rimasto deluso. La prima Salernitana di Liverani gioca allo stesso modo (infruttuoso) dei suoi due predecessori ed è in balia dei nerazzurri dal 1′ al 90′. Continuare a parlare di percentuali salvezza, con questo quadro, è pia illusione.

LA CRONACA. Liverani sceglie a sorpresa il 3-4-2-1 con Pasalidis e Pellegrino ai lati di Boateng. Manolas (sintomi influenzali) parte dalla panchina. In mediana torna Coulibaly dal 1′, Zanoli scala a sinistra per sostituire lo squalificato Bradaric: a destra c’è Sambia. Candreva e Tchaouna alle spalle di Dia.

La Salernitana si vede però soltanto nel cerimoniale pre-gara perché in pratica non scende mai in campo. E l’Inter al 2′ sfiora subito il gol. Bastoni anticipa Pellegrino su corner magistralmente calciato da Calhanoglu, Ochoa si supera ma sul pallone vagante s’avventa Thuram che da pochi passi centra in pieno il palo a porta sguarnita.

Al 6′ l’Inter va ancora vicinissima al gol. Il lancio dalle retrovie di Bastoni taglia completamente a fette la difesa granata, Pellegrino va fuori tempo su Barella che dal limite dell’area fa partire un bolide di destro che trova la punta delle dita di un miracoloso Ochoa.

L’Inter è in fiducia e ispirata, la Salernitana subito alle corde. Al 10′ De Vrij svetta da palla inattiva, Ochoa si allunga. Liverani chiede a Tchaouna e Candreva di dar man forte ai centrali di centrocampo, ma l’Inter affonda con estrema facilità sulle corsie, in particolare quella destra.

Il gol è nell’aria e arriva al 17′, al primo vero affondo nerazzurro sul binario sinistro. Pasalidis prima sbaglia il lancio per Sambia, poi sulla repentina ripartenza si fa sorprendere da Carlos Augusto che trova il rimorchio di Thuram. Il francese apre il piattone e non lascia scampo a Ochoa.

Sessanta secondi e l’Inter piazza l’uno-due mortifero. Ancora da sinistra, ancora sorprendendo un Pasalidis a dir poco distratto. Il greco si fa sorprendere da fallo laterale di Carlos Augusto, il Toro Lautaro quando vede granata come al solito s’infiamma e dal limite dell’area piazza all’angolino alla sinistra del malcapitato Ochoa approfittando di una morbida marcatura di Boateng. Il tedesco getta la spugna già al 24′, entra Maggiore che va a sorpresa a piazzarsi al centro della difesa.

L’Inter gioca sul velluto e ogni qualvolta accelera arriva in porta. Al 40′ Lautaro premia l’inserimento di Barella, Ochoa messo in difficoltà dalla deviazione di Pasalidis non trattiene e per Dumfries da pochi passi è un gioco da ragazzi depositarla nel sacco. L’unica buona notizia per Liverani è il duplice fischio di Piccinini che decreta la fine di un primo tempo imbarazzante: 78 a 22 il dato del possesso palla, ancora più mortificante quello dei tiri (15 a 0).

La ripresa inizia sulla stessa falsariga. E al 6′ Calhanoglu dal limite si coordina alla perfezione ma trova Ochoa a negargli la gioia del gol. Il primo tiro della Salernitana arriva al 13′ con una punizione calciata da Candreva su tocco corto di Basic, palla abbondantemente larga. Inzaghi inizia a pensare alla Champions e dosa le energie, ma l’Inter va ancora vicina al gol con l’incornata di De Vrij. Liverani s’affida a Weissman e Legowski per gli impalpabili Dia e Coulibaly. L’Inter alza il piede dall’acceleratore, Arnautovic scatta con un attimo di anticipo su Maggiore e si fa annullare la rete del poker. Entrano anche Kastanos e Simy per Zanoli e Tchaouna, cambio che produce effetti soltanto per le statistiche. C’è ancora tempo per il poker di Arnautovic a tempo scaduto. I numeri restano umilianti, c’è modo e modo di retrocedere. La Salernitana lo sta facendo nella maniera peggiore, perdendo oltre alla categoria anche la faccia.

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