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A Matera una biblioteca sportiva nel nome di Mennea, 40 anni dopo il record: fu dirigente granata

Una biblioteca sportiva per ricordare la figura di Pietro Mennea, un grande dello sport italiano che ha fatto parte – prima della prematura scomparsa – anche della storia della Salernitana come dirigente. Giovedì 12 settembre, data non casuale perchè ricorrenza del quarantesimo anniversario del record mondiale che l’atleta fece registrare sui 200 a Città del Messico, a Matera si terrà l’inaugurazione di una biblioteca a lui intitolata, contenente testi tutti di stampo sportivo: dagli annuari ai romanzi, passando per raccolte, storie e tutto ciò che parla di miti sportivi. La struttura è in realtà aperta da febbraio ma troverà inaugurazione ufficiale solo giovedì, proprio in occasione dell’anniversario particolare.

Mennea è scomparso sei anni fa a causa di una malattia. Era stato il direttore generale della Salernitana dal febbraio 1998 al maggio del 1999. Fu voluto dall’allora presidente Aniello Aliberti. Una figura importante, dai grandi valori morali, ma allo stesso tempo umile. La sua unica esperienza calcistica è stata proprio con il cavalluccio marino in un periodo decisamente aureo. Al di là dei risultati sportivi, con il raggiungimento della Serie A, in quegli anni si mirava alla quotazione in borsa della società e alla costruzione del centro sportivo di Castelrovere, che nella mente di Aliberti avrebbe dovuto rappresentare la casa della Salernitana. Mennea, aveva iniziato a lavorarci. La sua avventura campana terminò prima del previsto, con la mesta retrocessione in cadetteria.

Giovedì alle 19, nella città dei Sassi che è anche capitale europea della cultura, Pietro Mennea sarà ricordato con l’intitolazione della biblioteca sportiva. Un vero e proprio Mennea Day, con decine di eventi legati soprattutto all’atletica leggera nel corso della giornata. A sera, alla presenza anche della moglie, Manuela Olivieri, il taglio del nastro per tenere vivo il ricordo di chi – con quel 19″72 durato ben 17 anni – ha scritto la storia dello sport italiano. E poi, con giacca e cravatta, per un breve periodo anche quella della Salernitana.

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