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UFFICIALE. FIGC, Gravina si dimette: lascia il presidente del caso playout

Dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali, il presidente della FIGC Gabriele Gravina subentrato nel 2018, si è dimesso dall’incarico. Nel corso della riunione straordinaria di questa mattina, il dirigente ha informato i massimi rappresentanti delle varie leghe ed associazioni di aver rassegnato le dimissioni. Il prossimo 22 giugno a Roma ci saranno delle elezioni per scegliere il nuovo numero uno del calcio italiano.

Dai tifosi della Salernitana, Gravina verrà ricordato come il presidente del caso playout tra Salernitana e Sampdoria. Come dimenticare i dissapori tra l’ormai ex presidente della FIGC e Danilo Iervolino (clicca qui per sapere di più) per il modo in cui era stato rinviato il match con il Frosinone e la gestione degli spareggi salvezza. Gravina aveva prima parlato di “ricerca di alibi” da parte del club granata (clicca qui per sapere di più), commentando poi il verdetto del TAR sul ricorso della Salernitana: “Ci atteniamo al rispetto delle regole“.

Non solo l’anno scorso, ma anche nel 2019 Gravina era presidente della FIGC, quando si giocarono i playout tra Venezia e Salernitana con un’altra organizzazione abbastanza discutibile. Il 13 maggio del 2019 il Palermo scivolò all’ultimo posto in classifica per illecito amministrativo. Il playout tra i lagunari ed i granata non si sarebbe dovuto giocare, viste le retrocessioni sul campo di Foggia, Carpi e Padova ed in tribunale del Palermo. Il 29 maggio, la Corte D’Appello Federale decise di ridurre la pena con Venezia e Salernitana costrette dunque a giocare gli spareggi. Spareggi che però non servirono a nulla visto il fallimento del Palermo, con il conseguente ripescaggio dei lagunari.

Dissidi ci furono anche tra Gravina e il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, durante la gestione Trust della Salernitana. L’ex presidente della FIGC aveva parlato di un sindaco “mai fatto vivo” durante il delicato caso della doppia proprietà.

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