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Siracusa in crisi: “Noi calciatori non pagati ma continueremo a metterci la faccia”. Foggia appeso a un filo

Il Siracusa è l’ennesima vittima di un calcio, quello di Serie C, che inizia a non reggere e che avrebbe bisogno di una riforma con una riduzione delle squadre: 60 sono troppe e ogni anno tira le cuoia qualcuno, con le ripercussioni che sono tutte per i lavoratori del settore, calciatori compresi, e per i tifosi. L’anno scorso le esclusioni di Turris e Taranto hanno decisamente falsato il campionato, l’ex mister granata Raffaele ne sa qualcosa con il suo Cerignola, e quest’anno il Rimini nel girone B ha già abbandonato a novembre, con la Ternana che ha rischiato seriamente di imitarlo negli scorsi giorni e potrebbe non iscriversi al prossimo campionato. I 25 punti di penalizzazione dati al Trapani sono sotto gli occhi di tutti, il rischio esclusione scongiurato in extremis pure. Anche il -11 del Siracusa fa rumore, così come gli stipendi non pagati.

I calciatori allenati da Turati, ancora legati a una sottile speranza di andare a fare i playout, non ci stanno e ieri hanno deciso di emettere un comunicato: “Noi calciatori, insieme allo staff tecnico, riteniamo doveroso rivolgerci direttamente ai nostri tifosi per fare chiarezza su una situazione che non è più accettabile. La proprietà, ad oggi, non ha rispettato la scadenza federale relativa ai pagamenti. Si tratta di un fatto grave, che dimostra una totale mancanza di rispetto nei confronti di chi ogni giorno lavora con professionalità e sacrificio, dentro e fuori dal campo. Siamo stanchi di dover sopperire con il nostro impegno a mancanze che non ci competono. Nonostante ciò, per rispetto della maglia e soprattutto dei nostri tifosi, continueremo a onorare i nostri impegni fino alla fine della stagione, dando tutto come abbiamo sempre fatto e cercando di ottenere un obiettivo che, nonostante tutto, sul campo abbiamo dimostrato ampiamente di meritare. Vogliamo inoltre ringraziare sinceramente i nostri tifosi per la vicinanza concreta che ci stanno dimostrando: il vostro supporto dimostra, ancora una volta, cosa significhi davvero appartenere a questi colori. Quello che chiediamo è semplice: serietà, responsabilità e rispetto. Valori che noi dimostriamo quotidianamente, ma che, evidentemente, non stanno trovando riscontro da parte della proprietà. I tifosi meritano chiarezza e verità. Noi continueremo a metterci la faccia, come sempre”.

La Salernitana di Cosmi si trova ad essere arbitro della lotta salvezza: domani all’Arechi c’è il Picerno, che è la squadra più tranquilla e potrebbe considerarsi salvo anche con una sconfitta a Salerno, se il Foggia non vincerà a Monopoli. Proprio i satanelli ospiteranno i granata allo Zaccheria domenica 26 aprile all’ultima giornata e potrebbero anche essere già retrocessi: i playout, infatti, non si giocano se la differenza in classifica tra le due squadre coinvolte nel singolo spareggio è superiore ad 8 punti e retrocede in questo caso direttamente in D la squadra col punteggio più basso. Se il campionato finisse oggi, il playout tra Siracusa e Latina non si giocherebbe, perché i punti di distacco sono ben 12 tra le due, quindi gli aretusei scenderebbero direttamente tra i dilettanti. Al momento si giocherebbe solo lo spareggio Giugliano-Foggia, con 8 punti tra le due squadre, ma anche qui la conferma dei playout è sul filo del rasoio e dipenderà tutto dai risultati degli ultimi 180 minuti. Se Giugliano, Latina e Sorrento facessero risultato e il Foggia si fermasse anche al Veneziani, per i rossoneri sarebbe Serie D.

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