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Serie B

Serie B, 14 le squadre favorevoli alla ripresa: lo Spezia chiede playoff e playout allargati

pallone

Giocare o non giocare, il dilemma che affligge il campionato di Serie B continua a tenere banco. Il dibattito è aperto, Mauro Balata aspetta di conoscere l’evolvere del virus anche se la sua intenzione è quella di tornare in campo. In un modo o nell’altro.

La Uefa ha aperto al cambio format, potrebbe essere possibile disputare direttamente i playoff e chiudere qui la stagione regolare con 10 partite ancora da disputare. Intanto il presidente della Lega B inizia a informarsi su come vogliono muoversi le 20 società della cadetteria.

La Salernitana vuole, orientativamente, tornare in campo. Lotito sta spingendo per il rientro soprattutto in massima serie, ma la linea di pensiero è condivisa anche per la B. Lo stesso Fabiani punta al rientro in campo, seguendo sempre naturalmente tutte le indicazioni da protocollo. Mezzaroma invece lo ha detto a chiare lettere: “Sono favorevole alla ripresa”. Se ci saranno le condizioni, prerogativa assoluta, la Salernitana vuole giocare. Così come i granata, altre 13 formazioni: naturalmente il Benevento, ma anche Chievo, Empoli, Frosinone, Pisa, Pordenone, Ascoli, Cittadella, Cremonese, Crotone, Pescara, Entella e Trapani.

Sono invece sei le squadre che preferirebbero fermarsi qui o trovare una soluzione alternativa. Il Cosenza, il Venezia e il Livorno preferirebbero annullare tutto. Il Venezia, tra l’altro, ha avuto anche un giocatore positivo al Covid in rosa, il centrocampista Vacca. Per il Perugia è impossibile mettere in atto il protocollo sanitario imposto dalla Figc, mentre la Juve Stabia chiede il rinvio della stagione in autunno. Infine c’è lo Spezia che chiede playoff e playout allargati.

Il 4 maggio si potrebbe iniziare ad allenarsi, ma il condizionale è ancora d’obbligo. Il calcio italiano continua a navigare nel limbo dell’incertezza, mentre la Fifa ha imposto come deadline il 3 agosto: oltre non si potrà andare. Ipotesi, date, opzioni. Ma senza considerare che il coronavirus continua a preoccupare, il numero dei contagi è ancora troppo elevato e la salute pubblica di tutti è ancora a rischio. Ma il calcio non ha intenzione di fermarsi.

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