Davide Moro, ex centrocampista della Salernitana (62 apparizioni in granata), era in tribuna al Benelli a godersi il match tra il Ravenna e i granata. Il calciatore tarantino, icona dell’Empoli (324 presenze tra A e B con i toscani), a Salerno ha lasciato un segno importante nella memoria collettiva, vincendo l’ultimo campionato di Serie C disputato dai granata nella stagione 2014/2015, dopo essere arrivato nel gennaio dello stesso anno. Moro ha vestito la casacca dell’Ippocampo fino al settembre 2016, partecipando dunque anche al successivo campionato di Serie B e contribuendo alla salvezza ai playout. “Sono contento di questa vittoria, se non si gioca con lo spirito giusto una partita come questa bisogna cambiare mestiere, questo va dato per scontato – il pensiero di Moro sulla vittoria in Romagna -. La Salernitana era reduce dal 2-0 dell’andata e ha avuto quindi un atteggiamento più conservativo nel primo tempo, ovviamente poi l’espulsione ha facilitato le cose e si è arrivati a questo successo. La partita contro il Brescia sarà sicuramente un’altra battaglia difficile, credo che sarò sugli spalti anche al ritorno di questa semifinale”.
Moro ha espresso un parere su Serse Cosmi, avuto come allenatore a Livorno durante la difficile annata 2009/10, che terminò con la retrocessione in B dei Labronici: “Cosmi è un allenatore carismatico, che dà molta grinta e carica agonistica, anche grazie a questo i ragazzi hanno ritrovato nuove energie e stanno conducendo questo finale di stagione con la sua impronta”.
L’ex centrocampista ha poi proseguito analizzando la squadra attuale, facendo un confronto con la “sua” Salernitana: “Fare un confronto tra la rosa attuale e quella del 2015 è difficile, dato che il calcio è cambiato un bel po’. Ogni squadra ha le sue particolarità, punti deboli e punti di forza. Ricordo che in quel campionato il Benevento fu la nostra bestia nera, nonostante la vittoria finale. Anche questo è stato sicuramente un campionato molto avvincente, con squadre molto forti, basti vedere che ai playoff c’è anche il Catania. Non bisogna mai che la squadra si dia per persa, in queste partite con la dinamica del dentro o fuori l’aspetto mentale potrebbe davvero fare la differenza. A questo punto non credo serva tanto preparare la partita tatticamente, è questione di dare stimoli e coraggio. Credo, per quanto sia scettico, ci voglia anche un pizzico di buona sorte. Sicuramente è fondamentale indirizzare la partita al meglio. Bisogna ottimizzare il recupero fisico e mentale per regalare una finale a Salerno e per raggiungere la categoria che questa squadra merita”.
L’ex numero 8 dei granata ha poi continuato, dicendo la sua sull’attuale coppia di centrocampo della Salernitana: “De Boer e Tascone sono due centrocampisti davvero forti, che si completano. Possono stare benissimo insieme, li ho visti bene e sanno davvero giocare a calcio. I risultati ovviamente aiutano tanto il morale. Ovviamente ogni partita è diversa, a seconda della capacità dell’avversario di tenere il gioco, ma loro li vedo davvero molto bene in questo momento”.
Moro ha concluso parlando dell’importanza dell’Arechi in match così complesso e analizzando anche la situazione delle squadre rimaste in gioco senza dimenticare che, arrivati a questo punto, ogni partita fa storia a sé: “Il fattore Arechi è fondamentale, sarà il dodicesimo uomo in campo. La cornice di pubblico sarà impattante e devastante e darà sicuramente la spinta ma, ricordiamocelo, poi in campo vanno i giocatori. Si può avere anche un tifo di trecentomila persona e perdere o il contrario e vincere. Sono i giocatori a vincere, anche se il sostegno del pubblico dà sempre una grande mano”.