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Sabatini alla Gazzetta: “Stiamo diventando squadra. Diego Costa? Non aveva entusiasmo…”

Walter Sabatini sogna lo scherzetto all’Inter. La sfida da ex per il dirigente sarà una tappa importante nella corsa salvezza in cui crede fortemente “perché un gruppo di giocatori ora sta diventando una squadra – dice alla Gazzetta dello SportSiamo stati già ampiamente definiti come retrocessi. Lo siamo al 93%. Il 7% l’ho trattenuto io. Come feci in sala operatoria. E qui Sabatini mischia il calcio alla vita privata: Mi stanno portando dentro, allo staff del chirurgo chiedo: <Quante possibilità ci sono che non sia un tumore maligno?>. Silenzio. Insisto. E i medici: <All’80% è maligno. Rispondo: “Tenetevi il vostro 80%, io mi gioco il 20%, ci vediamo tra qualche ora>. Mi sveglio. E allora il chirurgo mi fa: <Aveva ragione lei, è benigno>.

Rimpianto Inter

Dal maggio 2017 al marzo 2018 Sabatini è stato coordinatore dell’area tecnica di Suning Sports Group di cui facevano parte Inter e Jiansgu Suning. Un’esperienza non vissuta al meglio però come spiega il direttore sportivo: Un sogno averla accarezzata. Ho sbagliato la porta d’ingresso, però. Ho accettato una richiesta interna di rimanere fuori dall’organigramma. Non avrei mai dovuto farlo. Non si va all’Inter da fantasma, all’Inter si grattano i gomiti a tavola e si fanno le cose con fermezza. È un rammarico profondo, non mi sono messo in condizione di fare il massimo: andando via da Roma, non c’era altra società che avrebbe potuto emozionarmi. Quella dell’Inter attuale mi sembra una flessione fisiologica. Mi fido molto poco, mi aspetto un’Inter aggressiva”.

Il colpo mancato

Parentesi anche sull’episodio dell’incidente a Ribéry:Dopo aver visto la macchina gli ho detto solo <sono contento che non sei morto>. È un essere umano, straordinario, aiuta i compagni, partecipa con tenacia nonostante la sua storia. Fazio, Perotti e… Diego Costa, un colpo sfiorato: Ho intuito il suo scarso entusiasmo. E allora ho lasciato stare – spiega Sabatini – Qui servono giocatori che pensano alla Radovanovic, entusiasti. In sede di mercato il dirigente ha scommesso sul brasiliano Èderson: “È il prototipo del centrocampista moderno. Non ho raggiunto il minuto. In un filmato gli ho visto fare un recupero prodigioso su un avversario. E l’ho preso”. Chiosa sul suo futuro che sembra già essere delineato: “Voglio restare anche l’anno prossimo, mi sono impegnato con il club e soprattutto con la città, a cui devo restituire qualcosa.

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