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Riapertura stadi, la A punta al 50%. Abbonati 19/20 chiedono prelazione, ma…

La nuova stagione combacerà con il ritorno dei tifosi sugli spalti. Dopo un anno e mezzo di stadi vuoti a causa dell’emergenza Covid si va verso una riapertura graduale ma consistente degli impianti. Già nella finale di Coppa Italia si è rivisto il pubblico al Mapei Stadium di Reggio Emilia e anche gli imminenti Europei vanno verso questa direzione.
Ogni stadio avrà una determinata capienza (l’Olimpico di Roma potrà ospitare fino a 16mila spettatori) ma la speranza dei club di Serie A è che il governo autorizzi un ritorno ancor più consistente di tifosi sugli spalti.  Le ultime notizie in merito portano ad una riapertura degli stadi per il 40% dei tifosi in ogni impianto. Una cifra sicuramente considerevole, anche se i presidenti dei club di Serie A – come ribadito anche nel corso delle ultime assemblee di Lega – spingono per una riapertura al cinquanta per cento, condizione necessaria per recuperare dalle perdite causate dal Covid che ha prosciugato gli incassi dal botteghino.

A tal proposito sono state nette le dichiarazioni di Joe Barone, direttore generale della Fiorentina, a margine dell’assemblea di Lega A dello scorso lunedì: “Abbiamo bisogno della riapertura degli stadi. La gente va ai ristoranti e abbiamo bisogno degli incassi, dei tifosi”. E proprio in queste ore sono arrivate le rassicuranti parole di Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, che ai microfoni di Radio Punto Nuovo ha spiegato che “a settembre potrebbe esserci la concreta possibilità di riaprire gli stadi fino al 35-40% della capienza”.

Una necessità condivisa anche dalla Salernitana che spera di poter contare sull’apporto del suo pubblico non solo per sostenere la squadra che dovrà affrontare un campionato ostico come quello di Serie A, ma anche per avere un importante contributo dal botteghino in termini di rientro economico. Allo stato attuale, anche complici le vicende societarie (clicca qui per leggere l’articolo) il club granata ha congelato qualsiasi discorso relativo al ritorno dei tifosi allo stadio, compresa la campagna abbonamenti. Chi subentrerà però potrà fare affidamento su una piazza il cui entusiasmo è stato riacceso dalla promozione in Serie A.

Lo dicono i numeri: dopo una promozione, gli abbonamenti in casa Salernitana sono quasi sempre raddoppiati: nel 1998, dopo la cavalcata targata Delio Rossi, gli abbonamenti passarono da 14mila circa a 28mila. Lo stesso è accaduto dopo il ritorno in Serie B con Leonardo Menichini in panchina sotto la gestione Lotito-Mezzaroma: in terza serie i ticket stagionali staccati furono 2950, l’estate dopo 5500 circa. E proprio la questione relativa ai voucher resta una delle più spinose. Nei mesi scorsi il club granata ha provveduto a rimborsare coloro i quali avevano fatto apposita richiesta dopo aver sottoscritto l’abbonamento per la stagione 2019/2020, poi interrotta dalla pandemia. Resta da capire se quei 2643 tifosi avranno un diritto di prelazione per l’acquisto del prossimo carnet stagionale. Molti di loro lo chiedono a gran voce: la Serie A fa gola, ma al momento la Salernitana non può pensare a un ipotetico avvio della campagna abbonamenti per gli ovvi motivi di cui sopra. Se ne saprà di più a luglio.

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