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Pagellone Salernitana-Spal: Adamonis salva tutto, Male Tutino. Di Tacchio, errore pesante

ADAMONIS 7,5. Terzo clean sheat di fila. Inoperoso per tutto il primo tempo, sale in cattedra al 44′ chiudendo bene la saracinesca su Asencio. Blocca con sicurezza su Sala nella ripresa. Salva il risultato sulla testa di Segre volando da supereroe.

AYA 6,5. Cerca la pericolosissima girata al 18′, potente ma alta di poco. Partita ruvida, da difensore vecchio stampo.

GYOMBER 6. Governa bene ogni situazione. Al solito, puntuale nelle chiusure. Brivido con l’approssimarsi dell’intervallo: prima stecca clamorosamente, poi rimedia e salva su Paloschi. Segre gli prende il tempo alla mezzora del secondo tempo. Nel finale se la cava.

VESELI 6. Con Paloschi e Asencio ci vogliono più le cattive che le buone. L’ex empolese è del mestiere. Caparbio, fuori posizione però nel finale di primo tempo su una ripartenza avversaria.

CASASOLA 6. Subito propositivo. Salva su Valoti in sforbiciata a inizio ripresa, rischiando l’autogol. Sala non lo costringe di certo a stare bloccato. Volenteroso ma disordinato nello stretto sulla trequarti offensiva. Impetuosa la cavalcata al 34′ della ripresa che libera Tutino in contropiede.

COULIBALY 6,5. Cerca bene l’imbeccata filtrante, si propone spesso e volentieri in fase offensiva. Polmoni e quantità, pure discreta qualità. Spara alto da posizione favorevolissima al 16′ della ripresa. Gestisce male un contropiede d’oro al 26′. Castori si accorge della poca benzina rimasta e, anche per evitare gialli – è diffidato – lo chiama fuori. (dal 27′ st ANDERSON 6,5. Non giocava dalla trasferta di Pisa. Sembra entrare senza nerbo, poi si procura il rigore che Di Tacchio spara alle stelle).

DI TACCHIO 4,5. Un po’ svagato inizialmente, poi prende le misure. Non è il direttore d’orchestra che può far girare velocemente il pallone, ha altro nelle corde. Ci mette la giusta dose di agonismo in una partita importante. Tentativo smorzato dalla distanza dopo la mezzora. Non dispiace la prestazione, ma pesa tantissimo quel rigore sbagliato (e strappato ad Anderson anche giustamente per rispettare le gerarchie).

KIYINE 5,5. Chance importante dall’inizio, la seconda da quando è tornato in granata. Prova a inventare fin dall’inizio, sposta palla velocemente e i dirimpettai spallini non la vedono. Ma cala presto. Frettolosa una sua battuta difensiva di rimessa con le mani al quarto d’ora che rischia di mettere in difficoltà i suoi. Ingenuo ed evitabile il fallo su Segre a 8′ dall’intervallo che gli causa ammonizione e… sostituzione. (dal 1′ st CAPEZZI 6,5. Tanta volontà negli inserimenti. Buona copertura)

JAROSZYNSKI 6,5. Controlla agevolmente Sernicola. Si fa vedere spesso nella metà campo spallina. Servizio sbilenco al 25′, ma è intraprendente fino alla fine del primo tempo. Più accorto nella ripresa. (dal 27′ st DURMISI. Cercato poco)

TUTINO 5. Chiama spesso il passaggio profondo, non sempre viene accontentato. Impreciso nei palloni preziosi che gli vengono forniti, non tantissimi a dire il vero. Ma da uno col suo tasso tecnico, in questo tipo di partite è lecito aspettarsi molto di più. (dal 41′ st CICERELLI 6. Ancora una volta dentro a tempo quasi scaduto, cerca di cambiare passo).

DJURIC 5,5. Sponde, spizzate, botte, sportellate: il suo mondo. Ma è spesso lontano dalla zona calda. (dal 27′ st GONDO 6,5. La voglia di lottare non gli manca: fornisce l’ultimo passaggio sul rigore procurato di Anderson e causa il fallo di mano di Sernicola che Irrati non vede in area).

ALL: CASTORI 6. Cambia due uomini rispetto a Reggio Emilia. La Salernitana inizia bene tatticamente e con la circolazione di palla, evitando di fare solo il compitino difensivo. Manca, però, la rabbia dopo la linea dei sedici metri e la presenza in area di rigore. Mette dentro subito Capezzi per l’ammonito Kiyine, rinunciando a inserire altrove un giocatore più offensivo. Lo fa solo dopo la metà della ripresa, con Anderson tra le linee in una sorta di 3-4-1-2. Ci prova con Cicerelli mezzala in un nuovo 3-5-2 nel finale. Ancora una volta l’episodio del rigore non gira dalla sua: è il terzo penalty di fila sbagliato. Nel finale, Irrati non ne fischia un altro.

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