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Offese e minacce sul web, c’è un codice etico: il club può “sospendere” tifosi non graditi

In attesa di conoscere i risvolti della task force contro i tifosi autori di minacce ed offese gravi anche sui social, stando a quanto comunicato ieri dalla Salernitana (clicca qui per leggere) la società potrebbe già prendere i propri provvedimenti ed espellere dallo stadio Arechi, per le prossime partite, le persone non gradite. Non è un obbligo ma una possibilità che riguarda tutti i club professionistici. Tuttavia, sono davvero in pochi quelli che mettono in pratica per davvero il codice etico di condotta riservato ai tifosi: per ciò che si vede e si sente negli/dagli stadi di tutta Italia, compreso l’Arechi, ogni settimana qualcuno dovrebbe essere lasciato in qualche modo a casa. È ad esempio accaduto recentemente a Torino con la Juventus, una delle società più attente a questo, e a Udine con i tifosi che avevano urlato insulti razzisti al portiere milanista Maignan.

Ma cos’è il codice etico di condotta e in che modo la Salernitana, in relazione ai “commenti e contenuti offensivi e denigratori postati sui social” su cui ha puntato l’indice il presidente “a difesa del decoro e del buon nome di tutta la dirigenza”, potrebbe agire se volesse? Dal 2017 ogni club, in attuazione dell’articolo 27 del Codice di Giustizia Sportiva, è obbligato ad adottare e a far rispettare un codice etico per i propri sostenitori (clicca qui per consultarlo integralmente) volto a “promuovere un tifo leale e responsabile e dettare comportamenti improntati su principi di civiltà, educazione, correttezza, moralità, lealtà sportiva e responsabilità; prevede sanzioni per quei sostenitori che si dovessero rendere autori di comportamenti scorretti, atti a creare pregiudizio e nocumento alla società e/o ad altri sostenitori presenti nello stadio e nelle immediate vicinanze”. Acquistare un biglietto o l’abbonamento ed ottenere l’accesso all’Arechi in ogni caso, significa dunque accettare le regole previste. Ma non è solo all’interno dell’impianto che determinate violazioni possono essere punite. Nel codice etico di condotta della società granata, infatti, si legge che “al fine di ulteriormente valorizzare il rispetto dei principi di correttezza e lealtà sportiva, e tenuto conto dell’esigenza di tutelare anche i propri diritti e interessi, il club si riserva la facoltà di sanzionare gli autori dei altri comportamenti, anche se posti in essere al di fuori dell’impianto sportivo o comunque in relazione a eventi diversi dalle gare della Salernitana“.

Tra questi, relativamente a quanto accaduto ieri con la comunicazione da parte del sodalizio granata di adire le vie legali contro i tifosi autori di minacce ed offese gravi sulle varie piattaforme in rete, si legge che anche in caso di “manifestazioni espressive di insulto o di offesa, o inneggianti alla violenza o alla discriminazione per qualsiasi motivo, qualora esternate in occasione di eventi o manifestazioni pubbliche e/o sui social media (inclusi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, blog, network professionali, network aziendali, forum su internet, social gaming, social network, video sharing, virtual world, ecc.)” la Salernitana può riservarsi di prendere i propri provvedimenti. “Fatte salve le eventuali sanzioni civili e/o penali che dovessero essere irrogate per i fatti commessi, conformemente alle norme di giustizia sportiva e ordinaria applicabili” si può arrivare fino alla “sospensione per una o più gare o per un determinato periodo di tempo e/o recesso dall’abbonamento trattenendo a titolo di penale i corrispettivi pagati per gli eventi non fruiti” ed al “rifiuto a contrarre per l’acquisto di uno o più tagliandi di ingresso per una e/o più gare o per un determinato periodo di tempo e/o per l’acquisto di un abbonamento per una o più stagioni successive”. 

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