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Lotito e Mezzaroma infastiditi, il legale Gentile: “Vendita a cifre troppo basse”

L’auspicio era quello di ricavare 80 milioni, poi l’abbassamento di pretese fino a 40 e infine una vendita avvenuta per circa 10 milioni. Saranno questi i ricavi che, tramite i trustee, Claudio Lotito e Marco Mezzaroma avranno in dote dalla dismissione quote della Salernitana. “Mi aspetto di incassare il vero valore della Salernitana”, dichiarava quattro mesi fa proprio Mezzaroma a Il Mattino.

Cifre basse

Proprio l’edizione odierna del quotidiano parla di un certo malumore degli ormai ex proprietari per una vendita societaria avvenuta a cifre molto ribassate. Co patron che però si trincerano dietro il silenzio, a parlare è Gian Michele Gentile, legale di fiducia del patron biancoceleste: Immaginavamo che questa situazione avrebbe poi favorito un’operazione di svendita totale della società. Ora aspettiamo di avere le carte per capire cosa sia successo. Ci è stato detto di altre offerte, non sappiamo di chi, quando e perché non sono state accettate. I trustee faranno una relazione su come hanno gestito il mandato. Siamo stati finora all’oscuro di tutto e non abbiamo elementi – aggiunge l’avvocato a Il Mattino -. Vorremmo avere conferma che sia fatto tutto bene o se c’è qualcosa di sbagliato, da correggere. Intanto la Salernitana continuerà e questo è un dato positivo, ma verificheremo nel dettaglio, soprattutto per il fatto che il prezzo di vendita si è svilito a quel livello”. Insomma i disponenti del trust non sono soddisfatti e chiederanno di visionare gli atti; possibili alcuni strascichi legali. Da parte dei trustee filtra comunque serenità sulla regolarità delle operazioni.

Il rifiuto dei trustee

I dubbi dei co patron sono forse relativi al rifiuto da parte dei trustee dell’offerta fatta pervenire da un fondo operante tra Svizzera e Slovenia (Global Pacific Capital Management) che sarebbe pronto a depositare un esposto alla Procura di Salerno e a valutare un ricorso cautelare. Bertoli e Isgrò hanno infatti rifiutato due offerte per rilevare la Salernitana: una di 38 milioni in titoli obbligazionari bancari e un’altra di 26 milioni cash. Secondo il legale Francesco Paulicelli i dubbi sarebbero sulle modalità di rifiuto attuate dai trustee. Secondo questi ultimi però le perplessità sarebbero invece su sulla certificazione delle firme, sui documenti allegati e sul mandante effettivo delle proposte in questione, oltre che sulla concretezza dei pagamenti. L’offerta di 38 milioni in obbligazioni non sarebbe stata infatti preceduta da manifestazione d’interesse e sarebbe partita dalla pec di Paulicelli, ma con firma differente (quella di Stefano Marcolini, intermediario italiano operante in Svizzera); firma che sarebbe stata invece differente pure per la seconda offerta (quella di 26 milioni cash), anch’essa però controgarantita da obbligazioni.

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