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Mandorlini verso la bolgia dell’Arechi: “Bello giocare partite così. Salernitana costruita per vincere, servirà attenzione”

Alla vigilia di gara uno tra Salernitana e Ravenna, il tecnico dei romagnoli Andrea Mandorlini ha presentato la gara in conferenza, soffermandosi innanzitutto sulla Salernitana: “Passare il turno è stato importante, cambierà il valore degli avversari. La Salernitana è una squadra forte, costruita per salire. Troveremo un ambiente caldo. Le difficoltà sono queste, ma noi abbiamo le nostre capacità. Il Cittadella ci ha creato qualche problema, come ne abbiamo creati noi a loro. Pare che loro giochino col trequartista, ma ci si deve aspettare di tutto. Sono gare che si preparano individualmente, al di là di un concetto generale che loro hanno e che noi abbiamo. Non so cosa faranno, spero che noi faremo una partita importante. Non so cosa aspettarmi, mi interessa ciò che faremo noi, col massimo rispetto per gli avversari. Mi piacerebbe rivedere ciò che abbiamo fatto soprattutto nell’ultimo periodo. Dovrà aumentare l’attenzione difensiva, perché loro hanno giocatori di grande calibro in avanti, come Ferrari e Lescano. Avremo due risultati, non so che partita verrà fuori. È difficile da prevedere. Noi abbiamo un nostro modo di giocare, ripeto: cambierà il valore degli avversari e quindi servirà più attenzione. Spirito e interpretazione devono restare quelle che ci hanno fatto arrivare fin qui. Ogni partita ha una sua storia, l’abbiamo preparata con tutte le situazioni, come anche loro. Di certo, non si cambia modo di giocare in pochi giorni, vale sia per noi che per loro. Faremo di tutto per passare il turno, accetteremo il verdetto del campo”.

Inevitabile un passaggio sul calore che il Ravenna troverà nello stadio salernitano: “Quando giochi davanti a 20mila persone e trovi un ambiente caldo, c’è da essere pronti su tanti aspetti. Sono situazioni difficili da preparare prima, l’ambiente devi viverlo e superarlo individualmente e di squadra. È bello avere l’opportunità di giocare in stadi importanti con tanta gente. Ogni giocatore vorrebbe giocare gare così. Ci sono giocatori che, al di là che giochino o meno, devono aiutarci in queste situazioni. Chi ha già vissuto queste situazioni può essere importante per il gruppo”. Mandorlini tornerà all’Arechi a distanza di quindici anni dalla finale col Verona (19 giugno 2011), finita 1-1 e che sancì la promozione in cadetteria degli scaligeri.

Mandorlini ha, infine, spiegato che deciderà solo all’ultimo l’undici titolare: “Qualcuno si è allenato a parte, ma abbiamo recuperato tutti. Da Pozzo e Lonardi hanno fatto un lavoro differenziato, ma ci sono. Non avremo ovviamente gli squalificati. Potrebbero esserci novità in formazione, come no. Domani mattina faremo un risveglio e valuteremo le condizioni di alcuni. Bisognerà tenere presente che si rigiocherà anche mercoledì. Abbiamo tanti giocatori validi e affidabili, che magari hanno giocato meno ma che ci hanno dato molto quando chiamati in causa. Donati ci mancherà tanto, è un nostro leader”.

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