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L’ex Circati nella “sua” Australia in quarantena: “A casa guardo la foto di quella finale vinta al San Paolo”

“Salerno è una di quelle piazze dove ti senti giocatore a prescindere dalla categoria”. In un’intervista rilasciata al Mattino Gianfranco Circati, ex difensore granata nel biennio ’93/’95, ripercorre le tappe che a Salerno gli hanno permesso di crescere sia sotto il profilo umano che professionale.

In un momento storico caratterizzato da tanta incertezza, i ricordi in maglia granata per Circati rappresentano un rifugio dove riposare le ansie e i pensieri, riallacciando quel filo emozionale che lo lega al Vestuti e ai suoi tifosi. Oggi vive in Australia: dopo aver seguito il settore giovanile del club biancazzurro (con una breve parentesi anche alla guida della prima squadra), lavora come responsabile del mercato oceaniano per una ditta italiana di piastrelle e porcellanato: “Rispetto all’Italia siamo un mese indietro. Solo la settimana scorsa hanno chiuso le scuole e fermato il campionato. Essendo un’isola, il controllo è più facile: sono stati cancellati i voli interni e gradualmente chiuse le attività commerciali. Solo alimentari e parrucchieri restano aperti ma sono controllati scrupolosamente gli ingressi per non creare assembramenti. Qui i contagi – racconta Circati – sono contenuti anche a causa di grandi distanze e bassa densità di popolazione”. L’ex difensore granata spezza una lancia in favore delle misure adottate dal governo italiano: “Ha approcciato in modo professionale, spiegando fin da subito la reale portata del problema. Sembrava che il virus fosse solo un problema italiano e invece sono venuti fuori casi in tutto il mondo. Qualcuno si ostina a ripetere che il Coronavirus è una semplice influenza trascurando i numeri reali: a Salsomaggiore Terme, mio paese d’origine, la gente è stata colpita tanto. Parecchi miei amici hanno perso i propri cari.

Lo sport può essere il volano per il ritorno alla quotidianità: “Il calcio aiuterebbe tantissimo ad uscire da un momento drammatico: sarebbe bello tornare a giocare tra due mesi. Non trovo così scandalose le partite a luglio e agosto”. Circati, presso la propria abitazione, custodisce gelosamente un cimelio granata. Il bienno trascorso con la maglia della Salernitana è stato uno dei più emozionanti della sua carriera: dapprima la promozione sotto l’ala di un Rossi in rampa di lancio, poi la A sfumata l’anno successivo nella trasferta di Bergamo, laddove la truppa del trainer foggiano cadde sotto il colpi di Ganz e Valentini: “A casa ho ancora la foto della finale vinta al San Paolo con la Juve Stabia. In ritiro a Lagonegro eravamo un gruppo di sconosciuti, gli ultras contestavano e fecero irruzione, sospendendo un’amichevole. Tutti avevamo qualcosa da dimostrare e rispondemmo alla grande. Non tutte le piazze sono uguali, Salerno è una di quelle dove ti senti giocatore a prescindere dalla categoria”.

Oggi – però –  si è un po’ allontanato dal calcio: “Collaboro col Perth Italian Soccer ma è mio figlio Alessandro quello su cui è puntata la massima attenzione: gioca nella primavera del Perth Glory, club di massima serie dove milita anche l’ex granata Ikonomidis e che l’anno scorso ha perso per un soffio la finale per il titolo”.

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