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Lega B, linea comune sugli stipendi: tagli in base a mancate prestazioni (ma alla fine si tratterà caso per caso)

I venti club della serie cadetta proveranno a seguire una linea comune per ridurre i costi, tagliando gli ingaggi dei loro calciatori. Dovranno, però, scontrarsi con i contratti collettivi in essere e con le differenti situazioni dei singoli. Nei giorni scorsi la Salernitana ha fatto la sua proposta ai suoi tesserati, ricevendo una controproposta (clicca qui per leggere). La sensazione è che alla fine si andrà a trattativa caso per caso.

Tutto resta ancora nell’alveo delle chiacchierate e delle trattative, senza tracce scritte. Il club granata si è mosso su una scia tracciata nell’ultima assemblea della Lega B, che pur senza voler andare allo scontro con i giocatori ha convenuto nella volontà di interrompere i pagamenti corrispondenti ai periodi senza partite. Ad esempio, ben quattro mensilità in meno qualora il campionato non dovesse riprendere. Ma i sodalizi della Lega guidata da Balata hanno pensato anche alla possibilità di far recuperare le mensilità eventualmente non corrisposte, spalmandole sulla stagione 2020/21 per lenire le perdite in qualche modo maturate nel momento di emergenza (ma anche di non lavoro). I calciatori ribattono, evidenziando come – seppur in casa e in versione limitata – abbiano pur sempre seguito i programmi di allenamento che la società, attraverso i suoi preparatori, gli ha recapitato. Quelli della Salernitana, in particolare, dopo una primissima fase di programmi personali, ne ha avviata una seconda con videochiamate a gruppi per allenamenti… virtualmente collettivi dinanzi a pc e tablet. Insomma, lo “smart working” dei calciatori ai tempi del lockdown. Che ora è cessato, con la luce in fondo al tunnel sugli allenamenti collettivi che inizia a vedersi: la preparazione potrebbe riprendere, in gruppi regolari come prima della pandemia, intorno a fine mese. Di fatto, sarebbero tre le mensilità che i presidenti potrebbero voler tagliare (marzo, aprile e maggio). Ma a marzo la Salernitana ha disputato due partite (come gli altri club del resto) contro Venezia e Perugia, allenandosi di fatto fino al giorno 14, ultima volta in cui, seppur a gruppetti, i calciatori di Ventura hanno fatto capolino al Mary Rosy perché convocati dalla società. Da qualche settimana, con la ripresa degli allenamenti individuali, facoltativamente la maggioranza dei giocatori è tornata – con le note mi sure di turnazione e distanziamento, oltre che di igiene (no docce, etc) – a frequentare i campi del centro sportivo per esclusivo lavoro aerobico, senza palloni.

La situazione stipendi resta al momento congelata: con gennaio e febbraio già saldati, la Salernitana dovrebbe corrispondere il resto entro il 30 giugno ma il Consiglio Federale potrebbe cambiare le carte in tavola e procrastinare ulteriormente le scadenze per garantire una maggiore flessibilità in vista dell’iscrizione ai prossimi campionati. La Serie B è alla finestra e attende di capire se e quando potrà ripartire, in modo da modulare le trattative per le decurtazioni in base all’effettivo periodo di mancate prestazioni. In molti casi, i club proveranno a far diventare premi per obiettivi gli stipendi, come già accaduto in alcune realtà di Serie A.

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