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La speranza di Ferrara: “Esclusione opzione peggiore per tutti, ma discorso andava affrontato prima”

Uomo dei record della storia granata con 270 presenze con la maglia della Salernitana, Ciro Ferrara sta vivendo tra ansia ed un pizzico di serenità l’attesa per l’auspicata svolta societaria. Un’attesa condivisa con una piazza che Ferrara conosce bene e da cui si è fatto apprezzare per doti tecniche ed umane. “Sto aspettando con lo stato d’animo di un tifoso” ha rivelato ai nostri microfoni l’ex stopper che ha trascorso otto stagioni all’ombra del Castello Arechi. “Chi conosce l’ambiente sa cosa vuol dire la Salernitana per la città di Salerno. Sarebbe bruttissimo perdere la Serie A per motivi diversi da quelli di campo”.

Ferrara spera in una soluzione last minute: “La retrocessione sul campo ci può stare, ma essere esclusi a campionato in corso sarebbe un epilogo difficile da digerire”. In questo momento l’unica possibilità è quella di attendere: “Mi sento comunque sereno perché quella dell’esclusione sarebbe l’opzione peggiore per tutti e le parti in causa ne sono consapevoli. L’importante è che ci sia un acquirente serio e disposto ad investire per garantire un futuro roseo alla Salernitana”. Una cessione difficile da condurre in porto in sei mesi secondo l’ex difensore: “Ero scettico dall’inizio, chi vuole comprare in questi casi aspetta la fine per far scendere il prezzo. Molti avranno fatto questo tipo di ragionamento, ecco perché sono sereno. Il silenzio del club? Credo che la società sia vicina ai calciatori, ci saranno rassicurazioni e contatti costanti. Il silenzio può essere un segnale positivo, quando non si parla evidentemente è perché qualcosa bolle in pentola”.

Oggi Salerno rischia di pagare a caro prezzo la gestione scellerata della vicenda multiproprietà da parte di Figc e disponenti: “Questo discorso andava affrontato prima perché – ripeto – cedere la società in pochi mesi non era semplice. Adesso la priorità deve essere quella di salvare la Salernitana e la categoria, perdere questo patrimonio sarebbe uno smacco troppo difficile da cancellare”. Infine, un passaggio anche sulla figura di Stefano Colantuono: “Ero contrario al cambio di allenatore, anche perché Castori aveva meno colpe di tutti e conosceva la piazza. Anche Colantuono non ha grandi demeriti, in questo momento non può fare altro che sperare in una soluzione immediata in modo da poter allenare un organico più completo e competitivo”. 

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