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La carica di Ben: “Giocai a Salerno 20 anni fa, i miei idoli hanno calcato i campi della A. Ho sentito Giroud…”

La Salernitana aggiunge un altro punto di riferimento nello spogliatoio. L’innesto di Benoit Costil dà personalità ed esperienza. “La genesi della trattativa? È stata una discussione tra persone oneste, un discorso chiaro fin da subito, è stato facile per tutti trovare un accordo, avevo molta voglia di lavorare di nuovo con Sousa”, ha detto il portiere in conferenza.

L’ex Rennes conosce già Salerno: “Conosco Salerno da oltre vent’anni, quando venni a giocare con la Nazionale giovanile francese (era il Mundialito, organizzato dalla Scuola Calcio Primavera, nda). Già allora mi era piaciuta molto la città e l’Italia, il mister mi ha parlato molto del calore e dell’ambiente, non vedo l’ora di giocare all’Arechi. Quali ambizioni? A 36 anni ho ancora tante motivazioni. Voglio confrontarmi con un nuovo campionato, da sempre sono stato fan della Serie A, voglio aiutare la squadra e conoscere presto Ochoa che ha fatto una grande stagione, dobbiamo aiutarci per poter ottenere la salvezza. Anche la nuova esperienza in Italia sarà importante”.

Costil ha spiegato anche il perché della scelta del numero e il rapporto con Olivier Giroud: “Il numero 56? Nel volo Parigi-Roma guardavo i numeri disponibili e l’1, 23, 25 non erano disponibili e ho deciso di scegliere questo perché è quello del dipartimento di Morbihan in Bretagna, regione che amo molto. Ho parlato con Giroud delle specificità della Serie A, siamo amici ed è come se fosse un fratello. Anche a Roma e in Francia mi hanno spesso scambiato per Olivier che però stavolta mi ha detto di non preoccuparmi perché adesso lui ha i capelli biondi e ci distinguiamo per questo”. 

Costil ha parlato anche dei contatti avuti con De Sanctis, Sousa e con i giocatori francofoni del gruppo: “Essere stato scelto da De Sanctis è un onore, conosco la sua carriera. Quando lui era al Monaco sul finire della carriera io giocavo nel Rennes e ci siamo conosciuti. Due dei miei idoli hanno giocato in Italia, Buffon e Frey. Non ho pressioni particolari, spero che il ds possa aiutarmi ad adattarmi. Naturalmente ho parlato con i giocatori francofoni ma non voglio restare a parlare solo con loro, devo imparare l’italiano ed integrarmi col resto della squadra. Ogni giorno lavorerò di più anche per questo. Fin dall’inizio ho provato a parlare con tutti, voglio stare e fraternizzare con tutti anche durante i viaggi. Con il mister ho parlato prima di venire ed anche ieri. Ci siamo confrontati sulla prossima settimana, sarò subito in gruppo, non mi allenerò a parte e sarò della partita sabato, sarò a disposizione ma sarà l’allenatore a decidere”.

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