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La B aspetta una data. “Quattro settimane per carburare”: impegni ravvicinati e caldo variabili non da poco

La Salernitana si è mossa in leggero ritardo rispetto alle compagini cadette, come anche le altre due campane Juve Stabia e Benevento che in questi giorni hanno svolto i test clinici e da lunedì ripartiranno con allenamenti in mini gruppi sempre senza partitine. Ad anticiparsi leggermente con i controlli sono state Frosinone, Perugia, Venezia, Ascoli, Spezia, Cremonese ed Entella che si sono poi allenate ufficialmente dal punto di vista individuale. Restano invece ferme alle sgambate facoltative Pescara, Cosenza (i calciatori rossoblu si allenano nei parchi cittadini), Empoli, Trapani, Crotone, Chievo e Pordenone.

Dal 28 maggio le società potrebbero avere delle linee guida più chiare, in particolare sulle date, per lavorare al meglio. Il problema principale è quello di riatletizzare il fisico dopo quasi tre mesi di stop nei quali i calciatori sono riusciti a lavorare soprattutto sulla forza, tramite i programmi seguiti in videochat con i preparatori, e poco in maniera aerobica. In questo senso il pensiero del presidente dell’AIC Tommasi pone diversi dubbi: “Sono necessarie minimo quattro settimane di allenamento prima di poter riprendere il campionato. Ci sono altri sport che ragionano sulle sei settimane, però sicuramente le quattro settimane servono e solo così si possono limitare gli infortuni che sono sempre dietro l’angolo e in questo momento ancora di più. Non dobbiamo porci un limite di data se vogliamo essere in grado di ripartire bene. Le quattro settimane non devono essere viste come un problema ma come necessarie per poter svolgere le partite, lo abbiamo sempre saputo e abbiamo sempre ragionato su questa tempistica. La realtà è che tutti non vedono l’ora di scendere in campo e di tornare a fare quello che è il loro lavoro. Fare allenamento e prepararsi perché, a prescindere dalla ripresa o meno del campionato, per un atleta professionista rimanere fermo per lungo tempo è sicuramente un problema. È ovvio che arriverà un momento in cui una data dovrà essere fissata, ad oggi non c’è, quindi inevitabilmente bisognerà calcolare da quel momento quante settimane ci vorranno”.

Il discorso dell’ex centrocampista della Roma sarebbe facilmente applicabile in caso di una ripresa del torneo cadetto il 27 giugno, slittata rispetto a quella della Serie A. In caso invece di ripartenza simultanea dei due campionati il 20 giugno i presupposti di Tommasi verrebbero meno, essendoci tre settimane disponibili per rimettersi in sesto. La preparazione accurata sarebbe un presupposto imprescindibile per preservare il fisico dei calciatori, sicuramente più esposti ad infortuni dopo il lungo stop, e costretti, dati i match ravvicinati, a sforzi importanti e a recuperi lampo. Un campanello d’allarme in più per la tenuta atletica sarà poi rappresentato dalle alte temperature, giocandosi in mesi estivi. In questo senso l’idea di disputare tutte le partite in fasce orarie diverse, nel tardo pomeriggio o la sera, potrebbe essere una valida soluzione. Le date del 20 agosto, per chiudere la stagione 19/20, e quella del 1 settembre per dare il via alla prossima sono i paletti su cui ragionare.

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