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Inzaghi vs Nicola, 2 pari in altrettanti precedenti e un cammino da imitare

L’acconciatura è quasi la stessa. Dal biondo all’ormai brizzolato, dal 7% al 5%: Davide Nicola e Filippo Inzaghi sono due uomini in cerca di salvezza. Uno sa come si fa, tra Crotone, Torino, Genova e poi Salerno, mentre l’altro ha beffardi ricordi da scacciare che coinvolgono proprio il collega, che intanto sui social ha rispolverato il suo hashtag #semprealmassimo che spesso lo accompagna

Due pareggi nei precedenti tra loro in panchina, entrambi nella stagione 2020/21. Il primo il 22 gennaio 2021 al Ciro Vigorito con il Benevento dell’attuale mister granata che andò in doppio vantaggio con Viola e Lapadula, salvo poi essere ripreso dal Torino di Nicola con una doppietta di Zaza per il 2-2 finale. Di un gusto decisamente più amaro l’1-1 dell’ultima giornata del medesimo campionato. I sanniti infatti chiusero un ottimo girone d’andata con un rassicurante vantaggio di otto punti sulla zona salvezza ma furono capaci di depauperarlo nel ritorno vincendo una sola partita (a Torino contro la Juventus) e sprecando vari match point casalinghi contro Parma, Sassuolo, Udinese, Cagliari e il già retrocesso Crotone di Simy (proprio un gol del nigeriano impose l’1-1 ai giallorossi alla penultima giornata). Ma nell’ultimo turno il Benevento arrivò a giocarsi lo scontro diretto col Torino di Nicola, subentrato a Giampaolo, praticamente già retrocesso per colpa proprio dei granata piemontesi, che cinque giorni prima avevano strappato un punto nel recupero del 18 maggio 2021 contro la Lazio all’Olimpico, salvandosi matematicamente.

Superpippo lavora per superare l’impresa di Nicola con il cavalluccio marino e fare anche meglio, con una percentuale ridotta (5%) assegnata sempre dall’esperto direttore generale e con tante analogie. Il biondo mister piemontese subentrò a Colantuono a partire dalla 26ma giornata con 13 punti in cascina ma aveva ancora i due recuperi con Venezia e Udinese da disputare, quindi un totale di 15 partite. Il bottino è incredibilmente lo stesso oggi per l’allenatore granata, con lo stesso numero di partite da giocare rispetto a quel che il collega aveva all’orizzonte all’epoca (con la difficoltà maggiore data dal fatto che nessuna di queste sarà recupero, ovvero con le concorrenti ferme a guardare e la possibilità di trasformare certamente in utile ogni punto: bisogna pur sempre fare i conti con le altre). Inzaghi ha chiesto sette vittorie da qui alla fine, se arrivassero si andrebbe oltre i 31 punti che bastarono per la salvezza del 2022. Ci riuscirà?

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