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Il pagellone di Sassuolo-Salernitana: Mamadou non molla, Simy pachidermico

BELEC 6. L’anno scorso al Mapei Stadium, contro la Reggiana, era infortunato e fu sostituito egregiamente da Adamonis. Vola al 17′ su Lopez, può poco sul gol di Berardi. Attento su Raspadori al quarto d’ora della ripresa, provvidenziale qualche minuto più tardi con la manona in uscita bassa, decisivo sul missile di Scamacca al 73′.

GYOMBER 5,5. Paradossalmente suo il primissimo tentativo della gara verso la porta avversaria. Fa il terzino e non demerita nei primi 45′. A inizio partita mette in difficoltà Belec con un retropassaggio rischioso, il portiere sloveno se la cava. Tiene nel primo tempo, si fa beffare dalla velocità di Boga nell’azione del vantaggio locale. Cerca di proporsi in sovrapposizione nella metà campo avversaria con buona volontà. (dall’83’ ZORTEA sv. Mai pericoloso).

STRANDBERG 6. Ci prova subito di testa. Regista difensivo vero e proprio, pulito e diligente. A inizio ripresa mura bene su Djuricic prima e Berardi poi. Confeziona un cioccolatino che andrebbe scartato e mangiato facilmente da Simy nel finale, ma il nigeriano spreca.

GAGLIOLO 5,5. Se la cava bene nella prima frazione su Raspadori, che gioca in mezzo tra lui e il norvegese. Rischia la frittata prima dell’intervallo, ma l’intervento su Frattesi – inizialmente da rigore per Giua – viene giudicato regolare al Var. Non perfetto nei disimpegni, si riscatta sulle chiusure. Cerca fortuna in fase offensiva sulle palle inattive, non la trova.

RANIERI 5,5. Berardi è un brutto cliente, lo argina a sufficienza nella prima frazione, però non lo segue nella decisiva occasione del vantaggio neroverde, perché si lascia attrarre da Djuricic. È il motivo dell’insufficienza in una partita che invece regala buone cose da parte sua. Si propone con discreto profitto anche nella metà campo sassolese. Quando Muldur sale, non sfonda mai. (dal 74′ JAROSZYNSKI 5,5. Entra e fa subito la “guerra” con Berardi).

M. COULIBALY 6,5. Il suo personale magic moment continua, è ovunque a tagliare, cucire, arare. Si presenta con una sgroppata di 70 metri che vale il primo calcio d’angolo. Talvolta eccede con finezze che non gli appartengono, ma si tratta di episodi isolati. Prende il palo appena prima della mezzora con una bella girata di sinistro. Cerca di rintuzzare fino alla fine, anche quando non ne ha più.

DI TACCHIO 5,5. Campo appesantito dalla pioggia, torna l’ora di uno con le sue caratteristiche. Fatica in avvio, soffrendo la rapidità di Djuricic. Tempestivo – anche se rischioso – in area su Boga al 34′. Quando c’è da rattoppare ci mette cuore, ma se deve cambiare passo fa sempre quel tocco in più che non giova. (dal 64′ OBI 5. Si sistema sul centro-sinistra della mediana. Combina poco).

L. COULIBALY 6,5. In costante crescita fisica, tecnica e tattica. Piazza di tanto in tanto qualche leggerezza che rischia di costare caro, ma è bravo a porvi rimedio in prima persona. A 6′ dalla fine sradica un pallone dai piedi di Berardi che galvanizza gli oltre 3mila tifosi campani. Quando esce Di Tacchio scala playmaker, ma progressivamente paga un po’ di stanchezza.

KASTANOS 5,5. Un gran primo tempo, una ripresa anonima. Prima da titolare in granata, dopo il finale di partita concessogli contro il Verona. “Arriverà il momento anche per lui“, diceva Castori sette giorni fa. Sostituire Ribéry non è facile per nessuno, il cipriota mostra numeri e personalità. Si muove bene tra le linee ed aiuta anche in fase difensiva, seguendo bene Lopez in fase di non possesso. Da una sua intuizione al quarto d’ora nasce un’opportunità interessante per il cross di Ranieri da sinistra. Cala alla distanza, chiude boccheggiando: non giocava 90′ dal 7 maggio scorso.

GONDO 6. Il duello con Rogerio e Ferrari è subito interessante. Se la gioca con la consueta intraprendenza e mette in difficoltà i suoi marcatori. Procura l’ammonizione di Ferrari alla mezzora con un movimento smarcante di gran livello. Cerca di fiondarsi su ogni pallone giocabile e non giocabile con grande generosità. (dal 64′ BONAZZOLI 6,5. Ci mette subito grande spirito. Combatte e sfiora il gol con una magia di tacco, non vorrebbe arrendersi, ma non è supportato dal partner).

DJURIC 6. Torna dall’inizio a ricomporre la coppia che aveva fatto bene l’anno scorso e soprattutto contro l’Atalanta in casa. Riferimento costante su cui appoggiarsi per guadagnare campo: mette la testa ovunque e quasi sempre ci arriva. Cerca l’assist di sponda per i compagni, altruista. Lo è eccessivamente anche al 5′ del secondo tempo, quando Chiriches gli regala una palla succulenta in area. (dal 64′ SIMY 4,5. Pachidermico. Ha una sola palla gol sul delizioso spiovente da destra di Strandberg a 4′ dal termine, la vanifica. Fa gioire i tifosi solo per il lancio della maglietta in  curva a fine partita).

ALL: CASTORI 5,5. Cinque sconfitte in sei partite sono tante. Eppure la Salernitana non è una squadra morta. Sfortunata sicuramente, ma stanno venendo paradossalmente meno i giocatori presi per fare la differenza, come Simy. Contro il Genoa potrebbe essere la partita del dentro o fuori per il trainer, nonostante gli assestamenti del suo gruppo: i risultati sono sempre quelli che parlano. Sorprende un po’ tutti e se la gioca con il 4-3-1-2. Senza Ribéry non rinuncia al trequartista e fa esordire dall’inizio Kastanos, mentre in difesa si copre con Gyomber terzino bloccato e adattato. Pressing alto e anche discreti elementi di manovra per i suoi. Nel primo tempo il Sassuolo ci prova solo da fuori. I granata tengono molto bene il campo, attaccano i portatori avversari, rischiano poco, il giusto. Primo tempo di attesa – mica tanto – e ripartenza. Nella ripresa i neroverdi ricominciano con i giri alti e passano. Dopo l’ora di gioco cambia la coppia d’attacco e sposta Lassana playmaker, inserendo Obi come mezzala in luogo di Di Tacchio. Bonazzoli risponde presente, Simy no.

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