Serse Cosmi dice la verità. Lo ha dimostrato in questi mesi da allenatore della Salernitana, non risparmiando qualche stoccata, alcune battute più o meno centrate, bastone per qualcuno e carota per altri a seconda delle prestazioni e dei momenti. E se l’allenatore granata dice senza esitazioni in conferenza stampa che “Iervolino tutto mi è sembrato, fuorché uno che vuole abbandonare la barca“, forse c’è da credergli e anche un po’ da riflettere, alla luce del roboante successo sul Potenza e della videocall che il patron ha tenuto ieri mattina in gran segreto con il gruppo e lo staff per caricare tutti in vista della partita serale contro la capolista.
Nella pazza, come al solito, estate granata si è detto e scritto ancora di tutto, con l’apice delle feroci critiche nella settimana appena trascorsa, con il botta e risposta tra tifosi organizzati e società, dai comunicati alla conferenza stampa di Pagano. Che ha detto questo: “Ciclo Iervolino giunto quasi al termine e cessione della società possibile anche ad un solo euro, a patto però che l’interlocutore sia un imprenditore serio e con la stessa capacità di garantire economicamente quello che Iervolino garantisce oggi alla Salernitana. Nel frattempo, ci sarà sempre volontà di fare campionati competitivi per i vertici, non vogliamo soltanto partecipare”. In apparenza una contraddizione, ma non tanto, forse piuttosto un fatto “nuovo” nel calcio, perché una proprietà o c’è e ci crede, oppure si defila. Danilo Iervolino continua ad operare in una posizione ibrida, perché ha ridotto drasticamente la sua presenza a Salerno, a causa anche di un clima a lui non favorevole da parte della tifoseria (nontutta particolarmente convinta di seguire la corrente “vattenista”, apparentemente), ha quasi del tutto eliminato le dichiarazioni a mezzo stampa, però contemporaneamente “non fa mancare nulla a squadra e staff“, come ha sottolineato ieri La Gumina. E in aggiunta “non si risparmia negli investimenti per garantire una squadra competitiva“, come detto da Pagano, e ancora interviene prima di una partita “a sorpresa per dire parole giuste, non isteriche come mi è capitato con altri presidenti”, a detta di Cosmi. Significherà qualcosa?
La videochiamata di ieri non è casuale, ha un significato importante. Cosmi dice la verità perchè ammette di aver parlato pochissime volte con Iervolino da quando è a Salerno: “Non sono un adulatore di presidenti, ma nella videocall ha detto cose giuste. È stato un’ora con noi e ha dato una carica fortissima, non banale. I ragazzi erano colpiti e io non ho dovuto aggiungere niente nello spogliatoio prima della partita”. Anche Daniele Celiento si è accodato: “Il patron ci ha smosso qualcosa dall’interno”. Insomma, qualcosa dentro Iervolino c’è ancora ed è giusto che lo esterni, perché no, anche al pubblico. C’è una parte rumorosa che batte sulle due retrocessioni, su una visione di scarsa prospettiva e gli chiede di passare la mano, un’altra che raccoglie le parole di Pagano e si chiede a chi dovrebbe passare la mano, visti gli oggettivi tentativi portati avanti da soggetti sulla carta interessati, ma senza garanzie di solidità. Finché c’è Iervolino, c’è speranza? Dalle parole di allenatore e squadra sembrerebbe di sì, sembrerebbe emergere un proprietario punto nell’orgoglio e voglioso di riportare la società in alto, anche prima di andarsene e cedere ad altri, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe e nello stesso tempo evitando di dilapidare milioni come fatto in passato. Impresa non semplice, ma la situazione è questa.
Dopo sole 4 giornate, ecco i soliti aspetti da registrare, il tempo da aspettare per il famoso amalgama e l’ingresso in condizione degli ultimi arrivati, ma pure i malumori, i malcontenti, i “si però” e gli eterni insoddisfatti. Cosmi invita a “remare nella stessa direzione” e mai come stavolta ha ragione. Seguiamo la Salernitana da quasi 20 anni giornalisticamente e mai la squadra è stata pronta e completa per la prima di campionato, rarissimamente ha potuto godere di blocchi confermati di calciatori da un campionato all’altro, mai ha potuto lavorare senza polemiche. Viene in mente l’estate 2022, quando la Salernitana appena salvata miracolosamente i con il famoso “instant team del 7%”, si presentò in Coppa Italia contro il Parma, all’epoca in Serie B, perdendo in casa schierando Mantovani, Sy, Cavion, Kechrida, Capezzi, tutti calciatori fuori dal progetto, e scatenando la polemica a distanza tra l’allenatore Nicola e il direttore De Sanctis, salvo poi prendere i vari Candreva, Vilhena, Piatek, Dia nelle ultime battute di mercato e fare il suo migliore torneo della storia. È successo in Serie A, succede in Serie C, succede dappertutto.
Non può essere una scusante e tutti vorrebbero la perfezione, ma a che scopo ricercare sempre il veleno prima del tempo? Se veleno deve essere, si aspetti il momento in cui l’antidoto non può essere più somministrato da nessuno. Iervolino è pronto ad andare se qualcuno sarà in grado di non far affondare la Salernitana, i tifosi dovrebbero essere pronti a sostenere tutto e tutti, i calciatori dovrebbero finalmente aver capito di che pasta è fatta la piazza e anche quali sono le loro potenzialità. È possibile cercare la normalità? Serve una proprietà vicina, una proprietà che carica, come ieri. E poi parlerà il campo…