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I rischi dei social: Ederson e Djuric sensibilizzano i più piccoli con la Polizia Postale

Ha partecipato anche la Salernitana alla nona edizione della campagna educativa itinerante Una vita da social, indetta dalla Polizia di Stato per sensibilizzare i più piccini sui rischi connessi all’utilizzo della rete internet. Un progetto che coinvolge in particolare la Polizia Postale e delle Comunicazioni nel tour che stamani ha fatto tappa a Salerno, in piazza Amendola, a bordo di un truck allestito con un’aula didattica multimediale.

Uniti contro fake e cyberbullismo

Insieme al Questore, Maurizio Ficarra, al Prefetto, Francesco Russo, all’Arcivescovo Metropolita, Andrea Bellandi, al Sindaco, Vincenzo Napoli, al Presidente della Provincia, Michele Strianese, al Rettore dell’Università di Salerno, Vincenzo Loia, al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Monica Matano, a Maria Negri (che con il duo Blue Channel ha preso parte all’dizione 2021 di X Factor) e alla Professoressa  Maria Rosa Petolicchio (che ha partecipato al reality Il Collegio), c’erano anche i due calciatori granata, Ederson e Djuric. Anche loro hanno incontrato gli studenti degli istituti comprensivi Barra e Medaglie d’Oro, del Liceo Statale Regina Margherita, del Liceo Classico Tasso per spiegare i fenomeni connessi alla violenza in rete, analizzando i pericoli presenti sui social network nonché le tematiche del cyberbullismo e dei profili fake creati dagli stessi ragazzini. Con l’aiuto dei funzionari di Polizia Postale – guidati dalla dirigente Maria Rosaria Romano – sono state evidenziate le implicazioni di carattere giuridico e gli effetti che si possono avere sulla vita dei giovani. Non sono mancati, però, momenti per foto ricordo ed autografi.

Il monito di Djuric

“Ho una figlia di quasi 9 anni e sento la responsabilità di essere presente in questo tipo di discorsi. Penso che i social siano un fattore importante nella vita odierna, abbiamo imparato a conviverci. Io li uso con cautela perché possono essere un’arma a doppio taglio: a volte fanno ridere, è un modo per scambiare immagini divertenti e li uso anche per questo. Dovrebbero essere usati per messaggi positivi, ma purtroppo tante altre volte sono terreno fertile per opinioni negative o insulti verso ragazzi in età adolescenziale che possono essere presi male, rischiando di far accadere succedere cose brutte. La campagna di oggi è fatta appositamente per aiutare i ragazzi a reagire ed affidarsi alla Polizia Postale, ai genitori, agli amici”, ha detto l’attuale capitano della Salernitana. Da Instagram a Facebook, passando per video e foto che spesso corrono in maniera incontrollata e non autorizzata su Whatsapp e Telegram. C’è chi si diverte sulle spalle degli altri e fa un uso dei social assolutamente sbagliato.

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I danni social

Anche nel calcio, fatte le debite proporzioni per quanto riguarda la gravità delle conseguenza, c’è chi fa danni nascondendosi dietro nickname anonimi, giocando a fare il giornalista e diffondendo contenuti non verificati in modo incontrollato. Addirittura qualcuno ha trovato interessante creare profili fasulli di alcuni giocatori granata (clicca qui per leggere).Sui social tanta gente si prende delle libertà che non dovrebbe prendersi, c’è la Polizia Postale che è sempre al fianco di tutti, ci sentiamo al sicuro con loro. Il primo passo è quello di parlare: se sei bullizzato ne risenti solo tu, invece denunciando si risolve la maggior parte dei problemi. Soprattutto i bambini devono essere quantomeno controllati dai genitori, così da indirizzarli sulla retta via ed istruirli su come utilizzare questi social. Per fortuna ai miei tempi, quando ero adolescente, i social ancora non erano molto sviluppati. Sono stato fortunato. Il mio prossimo post? Vedremo, uso poco i social, soprattutto con i genitori e gli amici. Spero sia un post di felicità per il risultato della prossima partita“.

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