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“Essenza e vanto..”, meno di diecimila all’Arechi: dopo il sogno, una doccia gelata

“Guardarla in alto e fermarsi a pensare.. è la cosa più bella da sognare”. Lo avevano sognato davvero i tifosi dell’ippocampo che qualche ora prima della partita contro il Frosinone in casa Arechi avevano tappezzato la città con il nuovo striscione dedicato alla squadra di mister Ventura. Ma ciò non è bastato a fare “il botto”, almeno per quanto riguarda il numero di spettatori presenti all’interno dell’impianto di via Allende questo pomeriggio, ma nemmeno per spingere in avanti la squadra e prendersi il primato da dodicesimo uomo. Meno di 10mila spettatori allo stadio (9823), comprensivi dei 300 ospiti arrivati da Frosinone e dei 2647 possessori dell’abbonamento. Una prevendita partita già con la flemma dell’inizio settimana e che si sperava potesse accelerare durante il weekend, ma nonostante molti si siano recati ai botteghini pochi minuti prima del fischio di inizio, il numero dei presenti è risultato ben lontano dal dato che ha fatto letteralmente sognare del match contro il Benevento di un lunedì sera di metà settembre. Ma poco importa alla torcida granata di numeri e statistiche. Soprattutto dopo che – almeno apparentemente – pare sia ritornata a mettere insieme i pezzi e ad incanalarsi su un percorso condiviso e dall’obiettivo comune. Prova anche gli striscioni che dalla Curva Sud Siberiano, sono riusciti a “colorare” il pre-match. “Lotta, suda e non mollare, se ci credi si può fare..” e “Sei per noi essenza e vanto.. per lo stivale sempre al tuo fianco”, in nero su fondo bianco che a fare l’analisi dei colori, si potrebbe azzardare ad una sorta di segnale informativo, dalla scritta chiara e forte, quasi a voler urlare, la rabbia, ma anche il ritorno ad una sorta di romanticismo che si era per un po’ perso lungo la strada della scorsa stagione. Tra trasferte e partite casalinghe però la proporzione è presto fatta. Davvero, lungo lo stivale, questa squadra può contare molto di più sul suo seguito, mentre in casa ad avere la meglio pare essere sempre la poca fiducia, la quasi “miscredenza” in un progetto, che seppur nuovo (in parte), ha lo stesso retrogusto e sapore degli scorsi anni. O meglio, ci si sente come se…all’improvviso la realtà facesse a cazzotti con il sogno e pareggiasse 1a1 al 95esimo. Ma questa volta, no. Oggi, da ultimi romantici, sarebbe stato bello cantare tutti insieme..“La capolista se ne va..”. Appuntamento alla prossima puntata, dunque. Perchè c’è chi c’è sempre, nonostante tutto, ad attendere di guardare le altre dall’alto verso il basso e sognare..

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