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È 24 maggio, Salerno non dimentica: fiori per Ciro, Enzo, Peppe e Simone sotto la Siberiano

Sono passati oramai 27 anni da quel giorno maledetto, da quel tragico epilogo, che niente ha di sportivo e tanto ha segnato la comunità di Salerno, al di là degli appassionati di calcio. Eppure è ancora aperta la ferita del rogo del treno Piacenza-Salerno, di 4 vite spezzate dalla follia di ammassare un’intera tifoseria delusa dalla retrocessione in Serie B su un convoglio dal viaggio infinito, con una sosta ad ogni stazione, e dall’altra follia che accese quella stramaledetta miccia, letale sotto la galleria di Santa Lucia. Una ferita che non si rimarginerà mai. Il 24 maggio 1999 è oggi, perché Salerno non dimenticherà mai Ciro Alfieri, Enzo Lioi, Peppe Diodato e Simone Vitale. Quest’ultimo, con esperienza da vigile del fuoco, tentò di salvare tante vite e rimase bloccato dalle esalazioni tossiche del rogo.

In mattinata il ricordo degli ultras della Curva Sud Siberiano sarà, come da tradizione, alla stazione ferroviaria, mentre al cimitero i 4 angeli saranno ricordati in forma privata dai familiari. Stasera c’è Salernitana-Union Brescia, la squadra è in ritiro ed è anche il giorno delle elezioni amministrative che rendono impossibile la partecipazione delle istituzioni e dei rappresentanti dell’amministrazione comunale, come sempre fatto ogni 24 maggio in quel di Brignano. Per questo motivo, allora, il ricordo si sposterà direttamente allo stadio Arechi, prima della partita con le rondinelle, con la deposizione di quattro fasci di fiori per ricordare Ciro, Enzo, Peppe e Simone sotto la Curva Sud Siberiano, fiori che poi saranno portati al cimitero di Brignano dove riposano le vittime dell’immane tragedia.

Dopo quell’1-1 di Piacenza, tanta gente smise di andare allo stadio per colpa non dell’epilogo sportivo, ma delle conseguenze e di quelle immagini forti, fortissime che fecero il giro d’Italia. Da allora, i treni speciali per le trasferte dei tifosi di calcio furono aboliti. E proprio oggi sarà ancora più significativo il ricordo davanti a 25mila persone, numero che si potrà facilmente raggiungere, a guardare il trend delle vendite, e che si intreccerà anche con il ricordo doveroso a Roberto Bani, tifoso del Brescia che il 4 maggio 1997 cadde sui gradoni dell’Arechi battendo la testa e morì pochi giorni dopo in ospedale a Salerno, con i tifosi granata stretti nell’abbraccio e nella vicinanza ai familiari, che fece nascere un gemellaggio duraturo.

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