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Domani protocollo ripresa Figc all’esame del Governo. Resta viva idea del calcio solo al centro-sud

Nella giornata di domani la Federcalcio consegnerà il protocollo con le linee guida per la ripresa delle attività agonistiche (allenamenti prima e campionati poi) ai ministri dello sport e della salute, Spadafora e Speranza. Le regole studiate dalla commissione medica della Figc (clicca qui per leggere l’articolo) dovranno essere infatti approvate dal Governo, che quando sarà possibile darà anche un’indicazione di massima su quando poter dare il via libera alla prima fase del ritorno in campo.

Il grosso dubbio è rappresentato dalla tempistica e dalla capacità che città del nord Italia possano ospitare eventi sportivi anche se a porte chiuse tra maggio, giugno e luglio. Differenziare le aree per livello di rischio è giusto, stiamo proponendo di giocare al Centro-Sud, ha confermato Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms, consigliere del ministro Roberto Speranza per il Coronavirus e consulente Coni, intervenendo in giornata ai microfoni di Radio Punto Nuovo. Un’idea caldeggiata anche dalla stessa Salernitana (clicca qui per leggere l’articolo) in tempi non sospetti. “Non ha senso vietare attività dove ci sono zero casi come la Basilicata. La Campania ha reagito molto bene, tempestivamente, la popolazione ha compreso bene la situazione ed ha reagito in tempo, preoccupa un po’ di più la Puglia. Maggio è ancora un mese a rischio per la ripresa, specialmente in alcune regioni, sarà ancora un periodo interlocutorio. Suggeriremo provvedimenti diversi a seconda delle aree geografiche”, ha poi aggiunto Ricciardi. Di contro, il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, cerca di essere ottimista da questo punto di vista e vorrebbe evitare traslochi delle compagini del nord in località del centro-sud dove giocherebbero in campi neutri pur di terminare il campionato: “Auspico che ogni squadra possa giocare nel proprio stadio. Se ci proiettiamo nel tempo, vorrei dare agli italiani la speranza che tra fine maggio e inizio giugno si possa giocare anche negli stadi del nord Italia, le sue parole ai microfoni di Radio1 Rai.

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