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Decreto Rilancio e Salernitana: tra scadenze e ricorsi, le agevolazioni per la Serie B

Con il Decreto Rilancio proposto e approvato dal Governo, cambiano anche alcuni parametri del calcio italiano (clicca qui per leggere l’articolo). L’obiettivo di Conte con l’aiuto di Gravina è quello di attutire il danno economico inevitabilmente generato dallo stop ai campionati provocato dal Covid-19. Cinque le determinazioni, la Salernitana studia e guarda da vicino. Ma anche tutta la Serie B.

  1. Rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali al mese di settembre. In precedenza entro il 29 giugno bisognava aver adempiuto a tutti gli obblighi che, in situazioni normali, dovevano essere rispettati in diversi step: 30 aprile, 1 giugno, 22 giugno. Adesso la scadenza è fissata per settembre, respiro per le casse delle società che naturalmente in questo 2020 hanno incassato pochissimo. Nel prossimo Consiglio Federale la Figc darà le regole per le iscrizioni ai prossimi campionati. Il consiglio è fissato il 19 o il 20 maggio.
  2. Sospensione dei canoni di locazione e dei diritti di superficie per gli impianti sportivi. Il 30 giugno sarebbe scaduto per la Salernitana il contratto di utilizzo dello Stadio Arechi e del Campo Volpe (clicca qui per leggere l’articolo). La società del cavalluccio era in fase di trattativa, prima del Covid il segretario Dibrogni aveva incontrato l’assessore allo sport Caramanno. Il contratto attuale prevede una corresponsione del 5.5% di incassi più imposte pubblicitarie: la Salernitana aveva gestito la manutenzione del manto erboso coprendo alcune compensazioni. Si stava ragionando su un rinnovo quinquennale a canone fisso, anche se andavano ridiscussi i termini perché giocare a porte chiuse significherebbe naturalmente meno introiti al Comune. Per quanto riguarda il Volpe, la Salernitana paga 2287,50 euro al mese per l’utilizzo del prato sintetico. Anche qui però, senza campionati giovanili, vanno ridiscussi gli accordi. Tutto è però rinviato.
  3. Riconoscimento della cassa integrazione per i contratti dei lavoratori sportivi fino a un massimo di 50 mila euro lordi. Determinazione utile soprattutto per le società minori che adesso possono concedere la cassa integrazione ai propri calciatori.
  4. Istituzione del Fondo Salva Sport con quota percentuale sul totale della raccolta per le scommesse sportive. Avrà scadenza triennale, ci sarà un prelievo tra lo 0,75% e l’1%. Sarà il ministro dello sport ad averne cura. Il fondo non potrà essere inferiore a 35 milioni nel 2020 e a 40 milioni nei due anni successivi. Nello scorso campionato c’era uno sponsor centralizzato che aveva permesso alla Serie B di trarre benefici: stessa soluzione potrebbe essere adottata il prossimo anno.
  5. Abbreviazione dei gradi e dei tempi della giustizia sportiva. Il punto più caldo soprattutto se non si dovesse riprendere più a giocare. Da adesso si va direttamente al Collegio di Garanzia dello sport del Coni e poi successivamente al Tar e al Consiglio di Stato in caso di contenziosi che potrebbero derivare sulla determinazione delle classifiche in caso di stop. Annullati quindi i passaggi al Tribunale Federale Nazionale e alla Corte Federale d’Appello, due gradi federali che sono intervenuti lo scorso anno per la questione playout. Ci sono società che già sono pronte a entrare in battaglia: è il caso del Frosinone, terza in classifica all’ultima giornata disputata. I ciociari hanno annunciato ricorso se si dovesse decidere di promuovere solo le prime due, Benevento e Crotone. Ma è chiaro che qualsiasi decisione verrà presa lascerà qualcuno scontento. Lo Spezia quarto in classifica potrebbe chiedere di giocare i playoff, l’Empoli nono potrebbe voler avere la possibilità di giocarsi un posto in griglia. E ancora, le ultime tre (Trapani, Cosenza e Livorno) non sono ancora retrocesse matematicamente e sul campo avrebbero potuto giocarsi la salvezza, così come la Cremonese quartultima se non si dovessero giocare i playout. Ma anche in altre categorie è pronta la battaglia legale: i playoff di C sono stati annullati e tante squadre protestano, su tutte Bari e Reggio Audace che hanno perso la possibilità di essere la quarta promossa perché il merito sportivo premia la media punti del Carpi (clicca qui per le dichiarazioni del patron Bonacini). In Serie A le ultime in classifica potrebbero chiedere il blocco delle retrocessioni, provocando così reazioni a catena. Tutti avrebbero diritto di protestare.

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