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Copione diverso, stesso finale: Salernitana, un cinepanettone che non tira più

Cambiano (in parte) gli attori protagonisti, cambia la trama, cambia la sceneggiatura ma non l’epilogo. Il finale è sempre lo stesso. Le stagioni della Salernitana ormai somigliano a quei cinepanettoni che sì all’inizio ti prendono e strappano qualche risata, ma poi alla fine finiscono per tediarti per le loro stucchevoli similitudini. Va agli annali anche il campionato 2019/2020 con un modesto decimo posto. Neppure il miglior risultato dell’era Lotito-Mezzaroma in quanto nel 2016/2017 Alberto Bollini condusse la Salernitana sì allo stesso piazzamento in classifica, ma in un torneo con 22 protagoniste anziché le 20 attuali. Allora, però, mai la squadra granata diede appieno l’impressione di potersi inserire nelle prime otto a differenza della stagione appena conclusa quando la Salernitana è quasi sempre stata in zona playoff prima del crollo finale.

Eppure doveva essere la stagione della rinascita dopo la disastrosa annata precedente, con la Salernitana retrocessa sul campo, salvata da penalizzazioni altrui e da un burrascoso playout col Venezia. Ma per puntare concretamente ad un torneo di vertice non basta somministrare robuste dosi di acqua e zucchero a calciatori che hanno evidenziato limiti tecnici e caratteriali.

Già, gli obiettivi. A detta della proprietà, la Salernitana ambiva ad un torneo finalizzato al raggiungimento della massima serie. Verba volant, scripta manent. E Lotito e Mezzaroma lo hanno messo per iscritto già sul finire della passata stagione ribadendo “la determinazione e l’impegno a voler perseguire per il prossimo campionato il raggiungimento del massimo obiettivo sportivo possibile ossia la promozione in massima serie”. Alle parole, però, non hanno fatto seguito i fatti. E gli errori che già avevano caratterizzato le trascorse annate si sono susseguiti con una ciclicità che ormai non sorprende neanche più. Organico monco in alcune pedine, calciatori dal glorioso passato ma dal presente a dir poco arrugginito che poco o nulla hanno conferito alla causa. E poi il solito, incompiuto, mercato di gennaio. Manco a dirlo, nessuno dei calciatori arrivati nella tornata di riparazione ha concretamente fatto la differenza e consentito di colmare le lacune evidenziate prima del giro di boa. Lacune evidentemente già comprese dal tecnico Ventura, fresco di addio epistolare che non lo esenta da responsabilità. “Mister Libidine” non ha mai prestato completamente il fianco ai proclami societari preferendo un approccio più soft e prudenziale. “L’obiettivo è ricostruire e far crescere i giovani”, parole in direzione diametralmente opposta a quelle ripetutamente scritte e pronunciate dalla proprietà.

E allora la domanda sorge spontanea, per dirla alla Lubrano: qual era realmente l’obiettivo della Salernitana? Chi bluffava al tavolo delle ambizioni granata? Se il target era quello preannunciato dalla società, si può affermare che la stagione sia stata fallimentare senza timore di smentita. E che Ventura sia stato correo e corresponsabile nell’aver accettato di guidare un esercito sprovvisto del necessario equipaggiamento per poter vincere la battaglia finale. Se, invece, l’obiettivo era realmente quello svelato dal trainer genovese, allora gli scenari cambiano. Ma forse neanche tanto. Perché l’ennesima stagione senza infamia né lode sotto il profilo sportivo ed agonistico ha sì portato alla crescita tecnica e patrimoniale di diversi calciatori cari alla proprietà. O forse a parte di essa. Non è mistero alcuno che buona parte dell’organico granata sia di proprietà della Lazio e le scelte tecniche della Salernitana molto dipendano dalle esigenze biancocelesti. I vari Lombardi, Dziczek, Kiyine, Gondo, calciatori su cui si potrà nuovamente puntare per rifondare l’organico della prossima stagione, resteranno a Salerno solo se non funzionali alle esigenze tecniche e di mercato dei biancocelesti.

Al pettine insomma arrivano sempre gli stessi nodi. La Salernitana potrà mai puntare realmente alla Serie A con l’attuale assetto societario e manageriale? La risposta del campo finora è stata inequivocabile, ed è l’unica che conta. Perché si fa presto a far proclami, ma le strategie societarie e dirigenziali non hanno mai zittito i “complottisti”. Quando lo ha voluto e desiderato, la proprietà ha dimostrato di poter vincere campionati in un amen. Certo, una campagna acquisti dispendiosa non è garanzia di successo, ma imparare dagli errori commessi, o semplicemente resettare e cambiare il modus operandi sul mercato, sarebbe già un primo, grosso, passo avanti.

Troppo facile crocifiggere l’allenatore di turno e puntare il dito sui “fattori imponderabili” che non hanno sortito gli effetti sperati. Per capire che Heurtaux e Cerci non scoppiassero di salute, che Giannetti non fosse un cecchino infallibile, che Billong non fosse il leader difensivo giusto bastava consultare lo score delle ultime annate.

Ed ora come si riparte? Facendo parlare i fatti. Chiarire ruoli e responsabilità mai appieno definite, fissare gli obiettivi futuri e profondere i necessari sforzi per raggiungerli. Delineare strategie tecniche precise in tandem con il prossimo allenatore che, si spera, non sarà l’ennesima vittima sacrificale sull’altare dell’intoccabilità del management.

3 Commenti

3 Commenti

  1. Luca

    02/08/2020 at 19:02

    Tutto corretto, tutto giusto a mio avviso, tranne la chiusura del pezzo. Il tempo è scaduto, è chiaro che questa proprietà supportata da questa dirigenza non cambierà registro. Anche perchè dopo la disfatta di venerdì e la ‘non disponibilità a continuare’ di sabato, la Società è rimasta muta. Basta questo per capire che non cambierà nulla del modus operandi. Ai tifosi, purtroppo, non rimane che attendere il giorno dell’annuncio di una nuova proprietà, che ahimè sembra essere lontano. Ad ogni modo, con l’attuale proprietà siamo condannati all’anonimato. Chiedere prove di buone intenzioni ed alimentare ancora speranze è esercizio fuorviante.

    • Mike

      03/08/2020 at 08:58

      Ottimo articolo ed altrettanto ottimo primo commento
      Siamo stufi di essere presi in giro
      Non ho visto le ultime due partite e proverò lottando contro il cuore a non seguire più la salernitana fino a quando non cambierà la proprietà

  2. mister

    03/08/2020 at 15:05

    Condivido in pieno i due commenti…il tempo è scaduto..la pazienza finita…

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