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Cagni bresciano doc: “Salernitana, è tempo di vincere! Lasciare Salerno un rammarico…”

Undici partite senza perdere non bastano più, la Salernitana vuole riassaporare i tre punti. Domenica all’Arechi arriverà però un Brescia rigenerato dalla cura Clotet e reduce da cinque risultati utili di fila. “La Salernitana deve iniziare a vincere, vista la situazione di classifica. Si sta giocando la promozione diretta con Lecce, Monza e Venezia, considerando che l’Empoli difficilmente perderà il primo posto”, pensiero del doppio ex Gigi Cagni, intercettato dalla nostra redazione. “Il Brescia dopo le difficoltà, i vari cambi tecnici, pare abbia trovato la quadra giusta. Si è tirato fuori dalla zona salvezza, ma non credo possa ambire ai playoff. Non hanno nulla da perdere, ma la Salernitana come organico è più forte. Non mi sorprende sia così in alto in classifica – dice l’ormai ex tecnico – La Salernitana gioca molto di rimessa e la mette sul piano fisico per i giocatori che ha. Questo però non è un handicap. La Spal di Semplici ha vinto così il campionato, 3-5-2, difendendo bene e giocando in contropiede. Ovviamente c’erano singoli importanti come Lazzari, Schiattarella, Floccari e Antenucci. Ricordo che erano quasi promossi e vennero a vincere a Brescia. È questo il modo giusto per la vittoria. Il Brescia domenica giocherà a viso aperto, hanno Ayé che è un centravanti pericoloso negli spazi. In difesa però non sono solidi e peccano di esperienza. La Salernitana dovrà sfruttare gli spazi per prendersi i tre punti”. L’ex trainer, tra le altre, di Sampdoria e Piacenza commenta anche l’operato del collega Fabrizio Castori: “Fabrizio è un tecnico molto esperto e questo fa tanto nella categoria. Ha trovato prima solidità difensiva ed equilibrio, poi ha puntato molto sulla bravura di alcuni singoli. Sa come si vince il campionato. Se la giocherà fino alla fine per il secondo posto, male che vada ci saranno i playoff che sono sempre un’incognita. Io non vedo squadre che praticano bel gioco, a parte l’Empoli. Il Monza ha importanti individualità, il Lecce segna tanto, ha Coda che è una garanzia e Corini ha forse trovato la formula giusta. La Salernitana ha avuto continuità finora e può contare su giocatori esperti, come ad esempio Di Tacchio. Ora arriva il rush finale, mancano dieci partite, le ultime sei giornate saranno certamente decisive. Vincere gli scontri diretti ti fa fare il salto di qualità, ovviamente devi vincere anche contro squadre più in basso in classifica. Il girone di ritorno è un altro campionato. È sempre importante non perdere, però ora deve tirare fuori qualcosa di diverso. Le altre squadre, che a livello offensivo hanno qualcosa in più, hanno fatto questo scatto. Oltretutto la Salernitana ha perso tanto senza pubblico. L’Arechi si sarebbe fatto sentire in partite come quelle di domenica, ovviamente può essere determinante sia nel bene che nel male. In situazioni complicate hai bisogno di giocatori di personalità. In questo momento del torneo il pubblico ti avrebbe fatto guadagnare qualche punto prezioso”.

Cagni torna anche sulla sua esperienza, travagliata, alla guida della Salernitana nella stagione 1999/00. L’allenatore fu chiamato, dopo sei giornate, per sostituire Cadregari, e fu esonerato alla ventottesima, per far spazio di nuovo a Cadregari. Un esonero durato però appena una partita, con la nuova chiamata del presidente Aliberti. L’ippocampo chiuse poi il torneo al settimo posto: “A Salerno avevo una squadra giovane, ma forte, con dei calciatori come Di Michele, Vannucchi, Giacomo Tedesco, Rossi che avrebbe avuto una grande carriera – ricorda Cagni – L’annata fu travagliata, fui esonerato poi richiamato dopo appena una partita. E quando tornai andammo a vincere a Marassi con tripletta di Di Michele. Se fossi rimasto l’anno dopo sono convinto che saremmo andati in massima serie, ma il presidente non volle tenermi perché altrimenti avrei fatto casino, visto che voleva smantellare la squadra. A Salerno sono stato benissimo e col pubblico avevo un grande feeling perché la squadra lo faceva divertire. Sono tornato con grande piacere qualche anno fa, ho tanti amici lì. Non essere rimasto è un gran rammarico”. L’ex difensore conclude, muovendo qualche critica per la recente gestione del Brescia, elogiando allo stesso tempo l’operato di Claudio Lotito a Salerno: “Sono di Brescia, ho giocato quattordici anni nel Brescia e sono stato anche capitano. Quattro stagioni fa (2016/17 ndr) sono tornato e abbiamo fatto un’impresa, centrando la salvezza. Ora però mi sono un po’ disamorato, l’attuale Brescia non mi appartiene. Reputavo Cellino un presidente competente, ma non ho capito molte scelte. I tifosi della Salernitana sono quindi fortunati ad avere uno come Lotito. La squadra ha sempre avuto l’obiettivo di puntare al massimo. L’anno scorso c’era una rosa importante, con un tecnico come Ventura. Nel calcio di oggi di presidenti come Lotito, che salvano le società, ce ne vorrebbero molti. Il sistema calcio italiano non sta funzionando benissimo, poi c’è la situazione Covid ad aggravare. Non tutti i presidenti investono. Il problema multiproprietà è relativo, non penso che Lotito non voglia portare la Salernitana in A; nel caso in cui ciò si verificasse saprebbe come risolvere il problema. La serie A porterebbe tanti benefici economici”.

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