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AIC contro società, Fabiani: “Solo footing, giocatori vogliono restare attivi”. Calcagno: “Riduzione stipendi? Vedremo”

Non si placa la polemica lanciata ieri dall’Assocalciatori, che con una dura nota sul proprio canale ufficiale ha sollevato la problematica delle società che – nonostante lo stop per Coronavirus – continuano a convocare calciatori per allenamenti e/o controlli quotidiani della temperatura. Atti definiti “scriteriati e vergognosamente irresponsabili”, nella lunga riflessione del sindacato dei giocatori presieduto da Damiano Tommasi (clicca qui per leggere). Ieri la Salernitana era stata l’unica squadra a svolgere mini sgambature a tre gruppi, pur nel rispetto delle direttive del Governo: niente partitine, zero contatti, solo ripetute a distanza e palestra.

Non si è fatta attendere la replica del DG granata, Mariano Fabiani, intervenuto sulle colonne del quotidiano Il Mattino oggi in edicola: “Se il gruppo chiedesse di non allenarsi ne prenderemmo atto, ma mi pare di capire che sia di tutt’altro avviso. Se i giocatori volessero andare in spiaggia per restare un minimo in attività, potrebbero farlo. Perché allora vietargli l’accesso al centro sportivo? Non si tratta di allenamenti, ma di sgambature, footing e un po’ di palestra con le dovute precauzioni e rispettando il decreto Conte”.

La posizione dell’Assocalciatori è tuttavia chiara. Ad avvalorarla, le parole del suo vicepresidente, Umberto Calcagno. “Non mi risulta che altre società si stiano allenando, la Salernitana forse è l’unica. Fare attività in una situazione del genere non ci sembra l’idea migliore. In primis rispetto al contesto che ci circonda e all’esempio da dare. Non possiamo dire alla gente di stare a casa e poi mandare i tesserati ad allenarsi. Poi ci sono anche motivi di salute. Se vogliamo riprendere quanto prima, la cosa migliore è fermarsi e sperare che a cascata non succeda quanto sta accadendo purtroppo in A. Chi continua ad allenarsi deve appellarsi alla fortuna. – dice al Mattino Riduzione degli stipendi dei giocatori in caso di sospensione prolungata? Eventualmente lo valuteremo. Per ora devono ricevere gli stipendi di gennaio e febbraio, mesi in cui hanno regolarmente lavorato. Saremo al fianco delle leghe nel chiedere aiuti anche per il nostro comparto. Il calcio fa lavorare tante persone, numericamente i calciatori non sono certo la maggior parte”.

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