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Addio, Sor Carletto: un minuto di silenzio prima di Roma-Salernitana. Menichini: “Gli sarò grato per sempre”

Domani prima di Roma-Salernitana l’Olimpico sarà in silenzio per un minuto. Il doveroso raccoglimento per ricordare Carlo Mazzone, scomparso oggi a 86 anni, è stato disposto dalla Federcalcio su tutti i campi nel weekend, compresi i posticipi del lunedì. “Sor Carletto”, come era affettuosamente chiamato, aveva smesso di allenare nel 2006 ma era rimasto una vera e propria icona del pallone nostrano. Ruspante e mai banale, rappresentante di un calcio romantico che non c’è più, aveva anche guidato la Roma – squadra della sua città natale – nel triennio 1993/96. Sarà quindi ancor più sentito il ricordo che domani gli sarà dedicato. Anche la Salernitana sul suo sito ufficiale ha espresso il proprio cordoglio con una nota.

Il ricordo

Leonardo Menichini ha raggiunto risultati storici alla Salernitana: la promozione in B nel 2015 e poi le salvezze ai playout dell’anno successivo e del 2019. L’allenatore originario di Ponsacco è stato per anni il vice proprio di Mazzone a Cagliari, Bologna, Roma, Perugia, Brescia e Livorno. “Il calcio perde una grande persona. Gli volevano tutti bene. Io e la mia famiglia gli saremo grati per sempre, sono stato fortunato ad avere la possibilità di collaborare con lui. Gli devo un grazie immenso, sono distrutto e non avrei mai voluto sentire questa notizia. – ha detto Menichini ai nostri microfoni con la voce rotta dalla commozione – Dei tanti ricordi che ci legano non si può dimenticare la famosa partita della corsa sotto la curva dopo aver pareggiato col Brescia da 0-3 a 3-3 contro l’Atalanta, oppure il derby con la Lazio vinto 3-0 con reti di Balbo, Fonseca e Cappioli: andammo sotto la curva giallorossa a festeggiare. Insieme abbiamo vissuto tante gioie ed emozioni, era un maestro di calcio, lo chiamavamo così”.

Menichini prosegue: “Uno dei suoi principali insegnamenti? Mi diceva di non fissarmi sui moduli ma di mettere i giocatori in campo nelle posizioni in cui possono rendere al meglio per esaltarne le qualità. Un credo che mi sono portato dietro per tutta la carriera. E poi abbiamo allenato grandi campioni e tutti gli hanno voluto bene. Ha sempre lasciato un segno indelebile. Pensate a Totti, Guardiola, Baggio, Toni, Signori, Balbo, Pirlo, che proprio lui ha tramutato da trequartista a playmaker diventando uno dei migliori al mondo. Ha avuto delle intuizioni straordinarie da grande allenatore qual era”. Curiosità: Mazzone ha affrontato tre volte la Salernitana da allenatore, non riuscendo mai a vincere. Due pareggi (col Pescara nel 1990 e il Bologna nel 1998) e un ko (sempre coi felsinei nella gara di ritorno del campionato di massima serie 98/99, un 4-0 all’Arechi ricordato per l’unico gol italiano di Kristic).

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